Spiagge libere Napoli, la proposta: “Valutare accesso con codice fiscale”

Primo confronto nella Commissione comunale Qualità della vita sull’organizzazione delle spiagge cittadine in vista della ripresa della stagione balneare

In vista della ripresa della stagione balneare e in attesa della normativa di riferimento che fornirà le indicazioni sul numero degli accessi consentiti e sulle misure di distanziamento da adottare, la Commissione comunale Qualità della vita, presieduta da Francesco Vernetti, ha incontrato l’assessora alla Salute e al Mare Francesca Menna per un primo confronto sull’organizzazione delle spiagge cittadine a Napoli.

"La problematica dell’apertura della stagione balneare - ha detto il presidente Vernetti - si collega quest’anno a quella del contingentamento e del controllo degli accessi in tutti i diversi punti di accesso della città al mare, da San Giovanni a Bagnoli. Si tratta di una situazione nuova e particolare, che tocca diversi aspetti e che coinvolge la responsabilità civile e penale del Comune di Napoli rispetto alla tutela della salute dei bagnanti. Diverse sono le proposte che potrebbero essere considerate: dall’accesso attraverso il codice fiscale, per evitare che vadano a mare sempre le stesse persone, al bando per i volontari di Protezione civile da utilizzare per i controlli e la gestione dei flussi, sempre prevedendo, però, la possibilità di fare riferimento alle Forze dell’Ordine in caso di problemi. A questo si aggiunge la necessità di ripristinare, per tutte le spiagge, lo stato dei luoghi dopo la stagione invernale".

L’assessora Menna ha spiegato, nel corso la riunione della Commissione, che già a partire dal periodo ricompreso tra dicembre e gennaio era stata avviata un’interlocuzione con l’Autorità portuale sul tema della gestione degli arenili, una discussione poi interrotta a causa del sopraggiungere dell’emergenza Coronavirus. Ora si lavora al rinnovo del protocollo d’intesa con l’Autorità per definire i ruoli e le rispettive competenze anche alla luce della nuova situazione. Il tema è stato poi ripreso allargando il confronto alla Soprintendenza ai Beni paesaggistici, per una riflessione sui materiali da utilizzare per il distanziamento sociale sulle spiagge. Per questo in collaborazione con l’assessorato all’Urbanistica si è ragionato sull’utilizzo di materiali leggeri, come pali e corde, anche se mancano ancora indicazioni precise sulle distanze da rispettare, e per questo si rimane nel campo delle semplici ipotesi. Resta poi da affrontare la problematica dei finanziamenti per attrezzare le spiagge, altra questione molto importante e che rimarrà ancora sospesa fino a che non arriveranno indicazioni certe da parte del ministero competente. Sul contingentamento degli accessi e sui controlli si potrebbe pensare di coinvolgere i lavoratori della Napoli Servizi, così da evitare la cassa integrazione, o anche i volontari di Protezione civile, come ipotizzato dal presidente, e ben vengano altre proposte che potranno poi essere vagliate insieme.

Secondo Sergio Colella (demA), il problema si porrà non tanto per zone come la Rotonda Diaz, munite di due ingressi e quindi di più facile gestione, ma per luoghi come il Lido Sirena caratterizzati da un ingresso molto piccolo da cui accedono sia i bagnanti diretti alla spiaggia libera che al lido privato e all’esterno da un marciapiede stretto e da problemi di parcheggio.

Aniello Esposito (Partito Democratico) ha denunciato la mancanza di personale nel Servizio Tutela del Mare e la situazione di grave degrado e abbandono in cui versa la zona della passeggiata a mare di San Giovanni, un luogo dove all’incuria e alla presenza di rifiuti si somma la presenza di barche che i pescatori lasciano sulla strada, in una zona molto frequentata, soprattutto di sera.

La commissione, ha assicurato il presidente Vernetti, invierà immediatamente una nota ad Asìa e agli assessori competenti per sollecitare gli opportuni provvedimenti. Sulla questione del Servizio Tutela del Mare l’assessora Menna ha invece chiesto che si svolgano ulteriori approfondimenti in altra riunione della Commissione.

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