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Legame tra pioggia e sciami sismici ai Campi Flegrei: lo studio della Federico II

Ai Campi Flegrei grandi quantità di pioggia e periodi continui di precipitazioni sono in grado di innescare dopo pochi giorni e fino a due settimane sciami sismici con magnitudo fino a 3

E' stato pubblicato sulla rivista internazionale Water di gennaio 2021 lo studio, a firma dei docenti dell'Università Federico II di Napoli Nicola Scafetta e Adriano Mazzarella (già professore di Meteorologia e in pensione dal 2019), sull'influenza della pioggia sull'occorrenza dei tremori sismici ai Campi Flegrei, che molto allarme sta procurando agli abitanti di Pozzuoli in questi giorni. L'area intorno alla Solfatara è resa altamente instabile a causa del suo ben noto bradisismo.

I due professori hanno confrontato dal 2008 al 2020 il catalogo dei sismi misurati ai campi Flegrei con un modello fisico-statistico derivato dal record giornaliero delle piogge misurate presso l'Osservatorio Meteorologico dell'Università di Napoli. Il modello simula la scala temporale della percolazione dell'acqua nel terreno vulcanico dei Campi Flegrei secondo la legge di Darcy. È stato così osservato un legame tra le precipitazioni e gli sciami sismici.

La correlazione è più evidente quando il numero annuo di eventi sismici è compreso tra 50 e 250, come accaduto dal 2008 al 2014. Tuttavia, si è potuto rilevare una forte associazione tra eventi di pioggia e attività sismica anche nel 2018 e nel 2019 con 375 e 592 tremori, rispettivamente. Anche nel 2020 (766 eventi sismici), l'elevata frequenza sismica osservata sembra correlata con le abbondanti piogge di questo periodo in particolar modo da settembre fino ad oggi. In definitiva, ai Campi Flegrei grandi quantità di pioggia e periodi continui di precipitazioni sono in grado di innescare dopo pochi giorni e fino a due settimane sciami sismici con magnitudo fino a 3.

Il risultato suggerisce che l'acqua piovana penetra in profondità nel sottosuolo caldo e molto fratturato dei Campi Flegrei e, mescolandosi con i fluidi idrotermali di origine magmatica che migrano verso la superficie con temperature di gran lunga superiore ai 100 °C, causano micro-esplosioni nel sottosuolo. Queste inducono sciami sismici nello stato saturo che è localizzato nei primi 2.5 km di profondità. L'effetto delle acque meteoriche si combina così con quello bradisismico. 

La ricerca dimostra che le intuizioni dell'abate Giovanni Maria della Torre (1710-1782), che il tremore sismico vulcanico ai Campi Flegrei e al Vesuvio potesse essere favorito anche dalla pioggia che cadeva nell'area craterica, erano giuste. Lo stesso Re di Napoli Ferdinando II di Borbone il istituì nel 1841 l'Osservatorio Vesuviano come osservatorio meteorologico per studiare il legame fra i fenomeni meteorologici e quelli vulcanici. 

Lo studio si rivela fondamentale per una migliore comprensione dei sismi ai Campi Flegrei e lo sviluppo di efficaci politiche di protezione dal rischio sismico per la città di Pozzuoli e dintorni.

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