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Lo sci tra restrizioni e divieti, Luca Nocera: "Non è un sacrificio da snob"

L'intervista al fondatore del gruppo Facebook SAR - Sciare a Roccaraso sui divieti che stanno penalizzando pesantemente la stagione sciistica

Roccaraso è da sempre la meta sciistica preferita dei campani, ma quest'anno a causa dell'epidemia Covid e per le conseguenti restrizioni imposte dal Governo, la stagione è stata praticamente annullata. Oltre alla delusione per gli appassionati degli sport invernali, l'impatto sull'economia del settore è devastante.

NapoliToday ha intervistato Luca Nocera, napoletano, fondatore del gruppo Facebook SAR - Sciare a Roccaraso, che annovera quasi quindicimila iscritti. 

-Da appassionato di sci e creatore di una community social che ospita tantissimi napoletani, come stai vivendo questo lockdown del tuo sport preferito?
"Un Purgatorio. Non ho altre parole per esprimere i sentimenti che provo. Chiaramente questo è un periodo in cui noi “turisti” siamo chiamati a rinunce, ma la preoccupazione maggiore è per tutti gli operatori del settore che di montagna vivono. Società di gestione impianti, impiegati, economia locale, albergatori, maestri, tutti al palo in attesa di qualcosa di buono che purtroppo non pare affacciarsi nell’immediato. Personalmente mi costa molto lasciare i miei sci a secco, ma la mia è una rinuncia minore. Ero già psicologicamente preparato a ciò. Tutto, già da ottobre, lasciava pensare che saremmo arrivati a questo anche se speravo davvero in soluzioni tecniche efficaci che ci avrebbero permesso di avere un simulacro di stagione normale. Quello che mi costa di più, al di là di dover rimandare una pratica sportiva che considero non solo semplicemente bella ma totalizzante, è il dover rinunciare anche a tutto ciò che circonda il nostro mondo: il cazzeggio quotidiano (mi si perdoni il termine, ma non ne trovo altri), gli aprés ski in paese con gli amici, le infinite e reiterate discussioni sullo stato piste e qualità della neve, gli sfottò tra noi e molto altro".

-Le misure del Governo sono giuste o si demonizza troppo il turismo di montagna? 
"Mah, non sono né un tecnico, né un politico. Non sta a me decidere se le decisioni prese sono decisioni giuste o incoerenti rispetto magari a scene a cui ho personalmente assistito in città in questi giorni di “libera uscita” con le strade del centro prese d’assalto, così come centri commerciali e anche uffici pubblici. Insomma, se devo dire la mia, e la dico con immenso rispetto e attenzione, visto che l’indirizzo è per la limitazione dei movimenti e delle occasioni di assembramento allora questo doveva esser fatto olisticamente e in maniera meno ipocrita evitando poi di lasciare il campo a coloro che con troppa semplicità dicono “e vabbè.. nella situazione che viviamo voi pensate ad andare a sciare?” Dimenticando che dietro la stagione invernale è vero che ci sono turisti, ma c’è anche un’economia che fa vivere tantissime famiglie. Nel nostro gruppo, nei vari post e thread, si è sollevata spesso la discussione che naturalmente ed inevitabilmente, nonostante tanti ragionamenti costruttivi, è scaduta in invettive contro questo e contro quello e di ciò io e i miei amici che con me gestiscono le discussioni, Francesco Paolo di Rosa e Mattia Landi, ce ne rammarichiamo, tanto che siamo in un periodo di iperlavoro nella fase di moderazione cercando di portare le discussioni su elementi leggeri e topici al mondo sport invernali cercando di non scadere in discussione politica da bar".

luca e amici-2

-Quali sono le reazioni nel gruppo Facebook che hai creato?
"Inc...Amareggiati come è giusto che sia. Molti hanno accettato con buona pazienza la situazione capendo l’emergenza contingente. Leggere la cronaca quotidiana avvilisce e fa accettare anche le scelte più amare. Nella domanda c’è quell’aggettivo, direi nodale, che accompagna il termine frequentatori: Abituali. Roccaraso è in assoluto lo “ski spot” più importante del centro sud in Italia e quindi è inevitabile trovare un’eterogeneità di frequentatori, dagli sci club con tanto di reparto agonistico (ad oggi i più fortunati perché con i loro Atleti di Interesse Nazionale non sono inibiti alla pratica e possono sciare, anche se con molte limitazioni), agli avventori occasionali che sostanzialmente salgono poche volte durante la stagione e nei giorni festivi creando la classica “massa critica” (che va benissimo per l’economia, un po’ meno per i puristi) passando appunto per gli “Abituali”. Ecco, loro sono i più colpiti, perché se i primi hanno comunque accesso e i secondi magari rinunciano alle gite fuori porta con meno dispiacere, per gli habituè è un doloroso sacrificio. Non si intenda il mio dire sacrificio come qualcosa di snobistico. Non lo è. È quella rinuncia al poter vivere la montagna in maniera incondizionata e lo sport che su di essa si fa, accettando anche i molti sforzi economici per tante famiglie che affrontano spese notevoli. Ma come si dice: il napoletano s’fa sicc ma nun mòr. Speriamo che le rinunce che ci si chiede di fare ci portino a periodi più sereni e felici in cui sfogheremo tutta la voglia di sci che per ora ci viene negata".

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