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Murales e circo, cento giovani riqualificano il Corso Malta

Oltre 100 studenti hanno partecipato questa mattina alla manifestazione "Cambiamo il corso (malta) delle cose" organizzata dal gruppo napoletano di SottoSopra - Movimento Giovani per Save the Children in corso Malta a Napoli.

Oltre 100 studenti hanno partecipato questa mattina alla manifestazione "Cambiamo il corso (malta) delle cose" organizzata dal gruppo napoletano di SottoSopra - Movimento Giovani per Save the Children in corso Malta a Napoli. L'evento, organizzato con la collaborazione delle scuole del territorio, è stato occasione per presentare l'ultima edizione dell'Atlante dell'infanzia a rischio, edito da Save the Children e Treccani. Nell'aula magna dell'istituto Caruso ne hanno discusso con Alessandro Esposito e Francesco Zibaldo di Sottosopra il curatore del volume Giulio Cederna, la responsabile di Mappi-Na Ilaria Vitellio, lo scrittore Maurizio Braucci e l'assessora ai diritti di Cittadinanza Laura Marmorale.

Cambiamo il corso (malta) delle cose - Save The Children

La seconda parte della mattinata si è svolta in strada, con laboratori di circo (a cura dell'associazione Il tappeto di Iqbal), riqualificazione urbana (a cura di Retake Napoli), Murales (a cura di Luigi Russo in arte Rota) e Rap. Piantumate 20 nuove piante in un'aiuola, realizzato un murales su uno dei piloni della sopraelevata della tangenziale; due ore di attività creative per affermare con forza che un'area come quella di Corso Malta, attraversata ogni giorno da migliaia di studenti, non può rimanere abbandonata ma merita attenzione e cura da parte dell'amministrazione e dei cittadini. Per fare in modo che al posto del degrado nascano spazi di opportunità, luoghi che bambini e ragazzi possano abitare con allegria, mentre le città sono sempre più a misura di adulti. "Il cambiamento della nostra società comincia qui - dicono i ragazzi di SottoSopra - a Corso Malta e in tutti gli altri Corso Malta della città e del Paese. È questa la sfida più importante che abbiamo deciso di lanciare e che speriamo gli adulti sappiano raccogliere. Mò s’adda cagnà!"

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