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Boxe e arti marziali per i giovani della Sanità nell'ex Mendicicomio

Protocollo d'intesa tra Comune di Napoli, Questura e Gruppo sportivo della polizia. Critica la Fondazione San Gennaro: "Si sono dimenticati di noi"

Questa mattina è stato firmato il protocollo d'intesa per la concessione in uso gratuito del primo piano dell'ex Mendicicomio, una struttura da tempo abbandonata e in attesa i ristrutturazione. A siglare l'accordo, il Comune di Napoli, la III Mucipalità, la Questura di Napoli e il Gruppo sportivo della polizia di Stato. 

In questi locali, i ragazzi del rione Sanità potranno praticare boxe, arti marziali e altre attività socio-ricreative. La finalità del protocollo è quella di attivare azioni congiunte e sinergiche per contrastare la criminalità, favorire l'inclusione sociale, la diffusione della cultura della legalità e il recupero dei minori a rischio, promuovendo la pratica delle attività sportive e tutte le azioni volte a contrastare la povertà educativa minorile e la dispersione scolastica anche attraverso le reti sociali e gli enti del terzo settore operanti sul territorio. 

LA CRITICA DELLA FONDAZIONE SAN GENNARO

Riceviamo e pubblichiamo una lettera della Fondazione San Gennaro: "Nell'incontro di oggi al comune tra Comune di Napoli, Questura e Fiamme Oro è stato commesso un errore di comunicazione. Non è possibile pensare che un ordine sociale come quello della nostra città possa reggersi solo sulle gambe del pubblico ed eventualmente, quando è necessario, del privato senza considerare in alcun modo l’apporto fondamentale del terzo settore. Siamo certi che non sia stato intenzionale, ma è stato dato alla Fondazione di comunità San Gennaro un ruolo marginale. Durante la conferenza di questa mattina si è trasmessa l'erronea informazione che il progetto di boxe alla Sanità sia nato oggi, grazie Comune di Napoli. Non si è parlato dei ragazzi, non si è parlato di questi due anni di allenamenti trascorsi in una sagrestia di una chiesa, ma soprattutto non si è detto a chiare parole che senza il terzo settore che ha saputo ascoltare i ragazzi e ha saputo dar voce ai loro bisogni, senza il territorio che ha messo a disposizione risorse umane (educatori e custodi) e risorse economiche, non si sarebbe mai potuto firmare il protocollo. Come Fondazione di Comunità san Gennaro che opera al rione Sanità, abbiamo come obiettivo il cambiamento culturale della gente di un territorio. Sappiamo bene che i cambiamenti culturali avvengono nel tempo: sapremo aspettare e continueremo a sollecitare tutti i nostri amministratori, inducendoli ad abbandonare logiche stataliste frutto di vecchie ideologie". 

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