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Mercoledì, 12 Giugno 2024
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Oltre 500 chili di rifiuti nel mare del Borgo Marinari

I ragazzi dell'Arena penale di Napoli impegnati in un'attività organizzata da Archeoclub Italia e associazioni ambientaliste

Recuperati 500 chili di rifiuti dai fondali marini del Borgo dei Marinari di Napoli. I ragazzi dell’Area Penale di Napoli si sono immersi per pulire i fondali marini. A supporto delle operazioni anche la MareNostrum Dike, imbarcazione dell'associazione ambientalista.

"Sui fondali marini del Borgo dei Marinari, in questa zona dove c’è storia, dove c’è mitologia, abbiamo trovato comunque tanti rifiuti e soprattutto vetro, pneumatici. - ha affermato, Rosario Santanastasio, Presidente Nazionale di Archeoclub D’Italia - Penso che siamo riusciti a dare un messaggio chiaro sulla tutela del patrimonio ambientale e culturale. Nella Giornata Mondiale degli Oceani, nuovi ragazzi dell’Area Penale hanno conseguito il brevetto di sub per poi diventare Operatori Tecnico Subacquei. Per loro la strada del riscatto. Ci arrivano dopo un impegno sociale costante. Sono ragazzi che stanno conoscendo un mondo nuovo, pulito, diverso, bello. Attraverso il progetto Bust Busters che vede insieme MareNostrum, Dipartimento Marino di Archeoclub D’Italia, Archeoclub D’Italia, Marina Militare, Centro di Giustizia Minorile della Campania, Corpo Militare dell’Ordine di Malta, siamo a circa 20 ragazzi che, nel corso di due anni, hanno seguito lezioni di teoria e di pratica imparando tante cose. Ad esempio hanno imparato azioni di pronto soccorso ma anche tecniche di immersione subacquea nozioni e dettagli sul patrimonio geologico, naturalistico, archeologico – marino e dopo teoria e pratica sul campo, hanno conseguito il brevetto da sub. Questi ragazzi potranno anche, un domani, candidarsi a guide turistiche subacquee".

I ragazzi dell’Area Penale di Napoli, divenuti sub, si sono immersi per tutelare il patrimonio marino. Altri ragazzi dell’Area Penale di Napoli hanno conseguito brevetti per diventare sub. Umberto, uno dei ragazzi, ha ottenuto anche la Borsa di Studio per diventare Operatore Tecnico Subacqueo.

"Da anni la nostra azienda si impegna attivamente nel recupero di materie prime dai rifiuti vegetali per la produzione di Biogas avanzato, come il diesel rinnovabile (HVO), il carburante sostenibile per l’aviazione (SAF) e il biodiesel. - afferma Ferdinando Sarno, amministratore della Sae ambiente - Da due anni, SAE ha implementato un innovativo processo industriale di de-packaging degli alimenti non idonei alla commercializzazione, permettendo il recupero della parte organica. In questo modo entro il 2025, eviteremo lo smaltimento e l’invio in discarica di 26 milioni di kg di rifiuti ogni anno, convertendo il 90 per cento di essi in materia prima per la produzione di biometano avanzato".

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