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Venerdì, 28 Gennaio 2022

Studenti in protesta: "Contrari alla dad, ma la scuola non è sicura"

Sciopero nelle scuole superiori di Napoli per il rientro in classe: "In due anni non è cambiato nulla: trasporti affollati e classi pollaio"

Protestano gli studenti napoletani. La scuola, secondo loro, non è un posto sicuro. Trasporti affollati per raggiungere gli istituti e classi pollaio dove il distanziamento è un'utopia. Ecco perché i ragazzi delle scuole superiori di Napoli hanno indetto uno sciopero.

A settembre, in pochi avrebbero scommesso che sarebbe tornata prepotente la polemica sul riaprire o meno la scuola ai tempi del Covid. L'inizio del 2022 ci regala scene di un film purtroppo già visto, con De Luca che fa slittare il rientro in classe e una frangia di docenti e genitori che impugnano la sua decisione. 

In mezzo, loro, gli studenti, devastati da due anni di dad e impauriti da un sistema che non li garantisce. Al Liceo Vittorini, gli studenti in sciopero hanno tentato di collegarsi alle lezioni a distanza in segno di solidarietà verso chi è costretto a casa dal Covid. Tentativo smorzato dal fatto che non tutti i docenti hanno accolto la proposta. "In due anni non è cambiato nulla - spiega Alessandra Di Napoli, rappresentate d'istituto del Liceo Vittorini di via Domenico Fontana - Autobus e metropolitana continuano a essere affollati. Abbiamo paura di prenderli". 

Scegliere tra la Dad e la presenza in questa condizioni è come scegliere tra due mali: "Non vogliamo entrare nella polemica si Dad/no Dad - afferma Alessandro Giglio, un altro studente del Vittorini - Noi siamo contrari alla didattica a distanza. Crediamo però che vadano create le condizioni per un rientro in sicurezza e, oggi, con l'aumento esponenziale dei contagi, queste condizioni non ci sono. C'è sempre il rischio, in tante scuole napoletane, di classi pollaio o di ambienti chiusi troppo affollati". 

Gli studenti sono stati intercettati anche dal dirigente scolastico che, invano, ha tentato di farli desistere dal portare avanti la manifestazione e dal rilasciare interviste. Negli occhi dei ragazzi la stanchezza di due anni buttati via e la paura che l'incubo non sia finito: "La didattica a distanza ha creato danni enormi - conclude Alessandra Di Napoli - sia psicologicamente che dal lato dell'apprendimento. Noi siamo i primi a essere contrari, ma vorremmo venire a scuola senza paura". 

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