Venerdì, 19 Luglio 2024

Ricercatori napoletani al Polo Sud: "Combattiamo il riscaldamento globale"

Un team dell'Università Parthenope resterà nel mare di Ross, in Antartide, per oltre due mesi. Lavorerà alla manutenzione delle sonde e alla raccolta di informazioni

Solo h24, temperatura a -35 gradi, vento a 100 nodi. Troveranno queste condizioni i ricercatori napoletani dell'Università Parthenope di Napoli che nelle prossime ore raggiungeranno il Mare di Ross, in Antartide, per un progetto internazionale volto al contrasto del riscaldamento globale. 

Li abbiamo raggiunti mentre osservano la quarantena in Nuova Zelanda prima di imbarcarsi sulla nave dalla quale scenderanno tra oltre due mesi. Lo studio vede impegnato l’ateneo campano da oltre trent’anni, nell’ambito del Programma nazionale di ricerche in antartide, finanziato dal Ministero dell’Università e Ricerca e coordinato dal Cnr per le attività scientifiche e dall’Enea per l’attuazione operativa delle spedizioni.

Il team napoletano è composto dai dottori di ricerca Pasquale Castagno, Yuri Cotroneo e Giovanni Zambardino del Dipartimento di Scienze e Tecnologie, oltre e al docente Pierpaolo Falco, appena approdato all’Università Politecnica delle Marche.

“L’Antartide è il laboratorio naturale del nostro Pianeta – ha raccontato il prof. Budillon, direttore del Dipartimento della Parthenope - E' l’unico posto della nostra Terra dove la presenza umana è ancora così ridotta. È anche il barometro naturale, il luogo adatto dove studiare ed analizzare le variazioni climatiche. Inoltre è un posto affascinante ed unico nel quale l’uomo si adatta con difficoltà, coordinandosi con una natura estrema e dove la temperatura invernale può arrivare a 80-85 gradi sotto lo zero”.

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