Giovedì, 18 Luglio 2024

Renato Zero: "Voi e Napoli sarete nel mio cuore, ovunque io vada" | VIDEO e FOTO

I momenti più importanti del concerto del cantautore romano che per la prima volta si esibisce a Piazza del Plebiscito con Autoritratto, uno show evento che ha preparato su misura per omaggiare la città. Tra gli ospiti di questa sera Peppino Di Capri e Beppe Barra

“L’emozione del palco è come la prima volta… Vorrei farvi notare le gambe come tremano… Perdere l’emozione per un artista significa che forse è arrivato il momento di lasciare il palcoscenico, ma finché ste gambe tremano, io resto qui!” quando è stato intervistato da Fabio Fazio a Che Tempo che fa ad aprile, Renato Zero ha usato queste parole e ieri sul palco di Piazza del Plebiscito al quale è approdato per la prima volta per il suo ritorno in grande stile a Napoli dopo tanti anni, l’ha mostrato ai suoi fan che hanno registrato il tutto esaurito appena è stato annunciato che Autoritratto, il concerto evento scritto e ideato da lui, avrebbe fatto tappa a Napoli, tanto da aggiungere una seconda data che ci sarà questa sera.

Da 57 anni è sulla breccia, perché è tra quei cantautori, no, anzi, per meglio dire, è tra quegli artisti che ha saputo capire e rappresentare i tempi che cambiano perché riesce a entrare in connessione con la gente con intelligenza emotiva, dote che non tutti hanno, ma che alle persone arriva anche a coloro non conoscono il suo ricco repertorio che ha costruito in mezzo secolo, creando canzoni che sono entrate nella storia come Spiagge, Cercami, Il Cielo o Voyeur e che fanno parte della scaletta della tappa napoletana del tour.

Più volte ha dichiarato che sarà per sempre single perché lui vuole dare sé stesso al suo pubblico, magari essendo anche in qualche occasione il suo Cupido. Questa totale devozione è ricambiata dai suoi sorcini che a loro volta lo adorano tanto che a metà concerto sono loro a cantare per lui i ritornelli di 'O surdato 'nnammurato e dello storico inno dedicato a Maradona ‘Sai perché mi batte il corazòn?’. Quest’enorme ondata d’affetto nei suoi confronti, lo commuove ed una cosa che accade più volte durante le 3 ore e più del concerto dove Re Renato propone 32 dei suoi brani.

“Sono sinceramente felice di essere qui! Sappiate che vi porterò  ovunque io vada voi e Napoli. Sarete sempre nel mio cuore in tutti i momenti della mia vita” risponde Zero dopo questa calorosa e lunga ovazione.

Il rapporto di fiducia con il pubblico

C'è il rapporto di fiducia con il suo pubblico che gli dà la forza di andare avanti.

"Il fatto che mi abbia scelto dopo una militanza così lunga, mi rassicura sul fatto che mi sia meritato l’affetto. Da una parte è come aver preso un Oscar, dall’altra sento quasi l’obbligo di mantenere lo status" ha dichiarato in un’intervista rilasciata qualche mese fa quando ha annunciato il fitto calendario di concerti. 

E’ merito dei suoi fan che lo stimola ad andare avanti e a non fermarsi per dare loro quella felicità fatta di attimi. Ecco che Napoli diventa occasione d’incontro tra il cantautore romano ed i suoi numerosissimi spettatori che lo hanno sostenuto in questo lungo percorso discografico e artistico.

Unisce più generazioni, infatti tra la platea e gli spalti c’è un mix di generazioni dove i giovani vanno anche con i loro nonni ad ascoltarlo cantando insieme a squarciagola Nei giardini che nessuno sa piuttosto che Dimmi chi dorme accanto a me in un caldo venerdì di giugno con i primi odori d'estate.

Porta in città anche chi di Napoli non è. Sono tante le persone arrivate da ogni dove per vederlo. Ci sono anche turisti stranieri, tra questi, anche un nutrito gruppo formato da francesi che pur non afferrando completamente l’emozionante versione in napoletano de Il Carrozzone cantata con Lina Sastri, Sal Da Vinci ed Enzo Gragnaniello, la canticchiano restandone completamente ammaliati. Zero, del resto come Geolier che in quelle stesse ore infiamma lo Stadio Diego Armando Maradona con i suoi 145.000 spettatori totali, contribuisce a creare quel circolo di turismo musicale che il Comune di Napoli punta e promuove con queste date serrate di giugno tra Piazza del plebiscito e il Maradona, coronata con l'annuncio della finale di X Factor di dicembre. Questa però è altra storia.

Renato Zero ora è qui e mette a servizio di questa storica piazza i suoi 57 anni di carriera dove ci sono anche il suo impegno civile e sociale.

Messaggi sociali e stoccate al governo

Messaggi di una certa importanza, che il cantautore esprime facendo ricorso nel concerto a un repertorio meno frequentato nei suoi recenti spettacoli ma composto da brani raffinati e profondi: a cominciare da Rivoluzione.

Renato Zero non le ha mai mandate troppo a dire e nel corso della serata i suoi pensieri sono andate più volte agli emarginati, a chi vive in difficoltà, vittime di cattive amministrazioni che non risolvono difficoltà economiche e che non colmano immensi divari sociali. Fa riferimenti più o meno espliciti alle gravi vicende che stanno accadendo dentro e fuori il Paese come la drammatica pagina della Striscia di Gaza, soprattutto, non mancano continue stoccate al nostro attuale governo.

“Le piazze come questa dove ci troviamo adesso, nascono per ospitare gli uomini, i quali, in passato, hanno manifestato contro cose meno gravi di quelle che stanno accadendo oggi nel nostro paese. Il popolo è sovrano in grado di sovvertire i valori e, certe cose, potrebbero essere modificabili se solo lo volessimo e se sposassimo di più la piazza invece che lo stadio” tuona in una delle sue esortazioni di libertà.

Il concerto evento di Renato Zero a Piazza del Plebiscito Foto di A. Fiorenzano per NT

 

Lo Show 

Si sa che i live di Renato Zero sono spettacolari, scanditi da momenti visivi da effetto con i suoi giochi di luce e ovviamente i suoi abiti di scena sofisticati con i suoi immancabili cilindri che da sempre lo hanno contraddistinto, diventando il suo marchio. 

Tutto ciò non manca, ma stavolta, il concerto ha un taglio più sobrio, anche il corpo di ballo non c’è perché in Autoritratto Zero vuole tracciare un bilancio di sé, acquisire una visione prospettica per comprendere le possibilità d’innovazione e di creazione che gli riserverà il futuro. Un guardarsi allo specchio dunque, che è anche allo stesso tempo un guardare al mondo in cui si vive e del quale Renato Zero non ama certe peculiarità. Su tutte: i social, diventati pervasivi al punto da non avere più rispetto della sfera privata delle persone con le quali si entra in contatto.

Renato Zero non fa prediche, ma si racconta mettendo in mostra la propria unicità, notando quanto la sua creatività, oggi come allora quando era agli inizi, sia un atto sì poetico ma rivoluzionario.

Lo fa nelle 13 track raggruppate nell’omonimo album uscito a dicembre e lo fa in questo show dove si presenta con il suo mondo onirico, la sua saggezza, la sua sensibilità e capacità di entrare in empatia con gli altri. C'è tutta la sua umanità dove bambini, figli, genitori e anziani sono presenti nei testi che scrive. Probabilmente anche per queste sue caratteristiche innate il suo modo di fare musica è sempre stato unico. Proprio su quella musica lo show Autoritratto è costruito scandendo ogni suo minuto.

Ad affiancarlo sul palco c’è la band composta da molti dei suoi storici collaboratori tra questi spiccano Danilo Madonia, al quale è affidata la direzione musicale, tastiere e pianoforte; Lorenzo Poli - basso; Lele Melotti - batteria; Bruno Giordana - tastiere e sax; Rosario Jermano - percussioni; Andrea Maddalone - chitarre; Fabrizio Leo -chitarre. Un team fondamentale per lui perché come afferma: "Io mi sposo idealmente con chi lavora con me con cui si crea un rapporto di fedeltà e sintonia".

Per Autoritratto c’è anche un’orchestra di 40 elementi diretta dal M° Adriano Pennino, anche lui napoletano doc che per Zero è: “un talento puro perché a Napoli ce ne sono migliaia che imperversano in tutto il mondo. Il M° Pennino dirige questa meravigliosa orchestra che, come dice, il M° Riccardo Muti, altro non è che una società, un insieme di anime dove c’è fiducia, studio. La famiglia italiana anni fa era proprio così.”

Le 32 canzoni in scaletta come La Ferita o Il Grande Mare vibrano per la loro potenza orchestrale. Anche questo manda in visibilio la piazza che spesso tra un blocco di canzoni e l’altro grida: “Grazie Renato per quello che fai. Per quello che ci dai!”.

Gli ospiti, i tributi a Napoli e il gran finale

Sia chiaro, non si rinuncia all’estetica. A legare spettacolo e racconto c’è un forte impatto sulla messa in scena merito anche dei coinvolgenti visual affidati alla direzione di Younuts!, dove sulle note finali di Il Cielo sbalordisce con i fuochi d’artificio.

Incanta il suo pubblico attimo per attimo, in un concerto creato su misura per Napoli. Vuole donare un atto d’amore alla città dove da sempre Zero al secolo Renato Fiacchini sente un po’ sua anche perché gli inizi sono stati anche mette in sequenza gli assi da calare via via sul tavolo durante le circa tre ore c'è tanta Napoli con sei dei suoi cantanti e artisti. Se ieri ha chiamato a rapporto Lina Sastri, Gragnaniello e Sal Da Vinci, questa ha voluto accanto a lui Angela Luce, Peppino Di Capri e Beppe Barra, con il quale ha riscritto in napoletano Il Carrozzone.

Il suo tributo a Napoli non finisce qui.

Sullo schermo, mentre intona una delle sue canzoni più simboliche, Amico, sullo schermo dietro di lui appaiono i nomi di Pino Daniele, tutta la famiglia De Filippo, Totò, Luciano De Crescenzo, Peppino Patroni Griffi, Francesco Rosi e di tanti altri napoletani eccellenti che non ci sono più e che hanno reso inestimabile il patrimonio culturale e artistico di Napoli.

Arriva il gran finale.

Renato Zero è tra gli artisti che con la sua musica celebra la religiosità della vita nel suo concetto più laico e libero e quanta poesia i sia in essa con le sue brutture e bellezze che è unica nella sua diversità perché altrettanto unici sono gli esseri umani. Lo ribadisce da circa in ogni parola delle sue canzoni anche in quelle più trasgressive come Madame, Triangolo e Mi Vendo che fa parte del medley che ha scelto di affidare al coro dei giovani Wacciuwari.

Proprio con il suo manifesto, canto alla vita si congeda al suo pubblico. Arriva I migliori anni della nostra vita e qui nessuno scampa da emozioni e lacrime, neanche Renato Zero. Tutti la cantano con lui, tra loro c’è qualcuno che ripensa ai suoi migliori anni che ha vissuto o che sta vivendo e, magari, qualcun altro pensa che per lui i migliori anni devono ancora arriva.

In questa commozione che tocca chiunque sia in Piazza del Plebiscito, indifferentemente che si trovi sul palco, in platea e sugli spalti, c'è solo una frase pronunciata da Renato Zero che sovrasta gli applausi: “Non dimenticatemi!”

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