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“Radiazioni come vivere un mese a Napoli”: la città chiede i danni

Lo sportello “Difendi la città” ha deciso di chiedere i danni all'Ulss veronese nonostante abbia chiesto scusa

Non si placa la polemica innescata dalla frase razzista con la quale la Ulls9 di Verona avvertiva i propri pazienti dei rischi delle radiazioni delle Tac. In un formulario c'era scritto che equivalevano a un mese di permanenza a Napoli scatenando la rabbia di numerosi cittadini partenopei. Una polemica che è arrivata fino allo sportello “Difendi la città” che è riuscito a ottenere le scuse ma ha scelto di non fermarsi qui. Lo sportello ha, infatti, deciso di chiedere comunque un risarcimento danni per aver leso l'immagine della città. 

Il post dello sportello 

“Il testo lesivo dell'immagine di Napoli è stato eliminato e sono arrivate le scuse dell'Ulls9 di Verona - l'azienda sanitaria che ha paragonato il vivere un mese a Napoli agli effetti nefasti delle radiazioni - attraverso un comunicato stampa in cui aggiungono che si è trattato di un fraintendimento. Tuttavia, lo Sportello Difendi la Città, intende proseguire e chiedere il risarcimento dei danni, così come è stato proposto a gran voce dai numerosissimi segnalatori in queste ore. In questi mesi tanti cittadini veneti e non hanno firmato un consenso in cui si specifica che una radiografia può essere pericolosa come un periodo di soggiorno a Napoli. In questo modo sono cresciuti odio e diffidenza e molti avranno cancellato le vacanze. Va dato un esempio forte. Le scuse non bastano”.

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