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Aiuto ai poveri: da Comunità di Sant'Egidio e Croce Rossa "stupore e preoccupazione" per le ultime dichiarazioni arrivate da Palazzo San Giacomo

Per l'assessore al Welfare "se c'è gente che continua a dare da mangiare ai clochard è chiaro che non se ne andranno mai dalle strade". Ventilata la possibilità di multe a chi non si allinea

Era un freddissimo gennaio 2019 quando il compianto David Sassoli chiedeva di aprire le porte del Parlamento europeo ai senzatetto scrivendo "non possiamo restare indifferenti rispetto alle persone in grave difficoltà che tutte le notti dormono all’aperto cercando riparo all’esterno del Parlamento. Basta una passeggiata la sera per rendersi conto di quante persone hanno bisogno di aiuto e assistenza". Quella dei senza tetto è una presenza che passa inosservata ai più, colpisce il cuore di pochi ma - al netto di giri di parole - dà fastidio a tanti, troppi, che considerano la vista di chi non ha niente poco decorosa e non collimante con quella di una Napoli a vocazione turistica. I poveri, dunque, vanno delocalizzati, allontanati dalle sttrade dello shopping, spostati dove non si vedono o non possono stridere con il paesaggio. Era già successo, esattamente un anno fa, quando i senzatetto vennero allontanati dalla Galleria Umberto sotto l'occhio attento dell'assessore De Iesu e le loro povere cose caricate sui camion dei rifiuti. La questione torna in queste ore alla ribalta delle cronache dopo l'annuncio da parte del Comune dell'istituzione di un "tavolo tecnico per il decoro" e le dichiarazioni dell'assessore al Welfare Trapanese riportate dal quotidiano Repubblica per cui "Le associazioni di volontariato fanno del bene, ma creano anche danni. Se c'è gente che continua a dare da mangiare, fornire supporto ai clochard è chiaro che i senza dimora non se ne andranno mai dalle strade e noi come Comune buttiamo soldi e tempo" aggiungendo che"c'è un'anarchia totale delle associazioni. Possono fare quello che vogliono a meno che non decidiamo un intervento giuridico. Ho proposto di accreditarle con il Comune, in modo che chi non lo fa e viene trovato a distribuire pati può essere multato".

La nota di Comunità di Sant'Egidio e Croce Rossa 

La risposta di chi ha fatto dell'aiuto ai poveri una scelta di vita quotidiana non si è fatta attendere. In una nota congiunta Comunità di Sant'Egidio e Croce Rossa scrivono:

"Le affermazioni dell’Assessore al Welfare del Comune di Napoli Luca Trapanese circa il fatto che l’aiuto dato ai poveri che vivono per strada dalle associazioni di volontariato favorisca il permanere di situazioni di povertà destano stupore, perplessità e forte preoccupazione. La Comunità di Sant’Egidio e la Croce Rossa Italiana, presenti da oltre trent’anni per le strade di Napoli, seguono e conoscono le singole e complesse vulnerabilità di questi nostri fratelli.

Si finisce per strada per la perdita del lavoro, per la rottura di un matrimonio, perché sfrattati da casa o per il sopraggiungere di patologie psichiatriche. Improvvisamente oppure lentamente ma inesorabilmente la vita di esistenze marginali naufraga nel mare della miseria.

Certo se smettere di portare cibo e aiuto ai poveri risolvesse il problema dei senza fissa dimora Napoli non esiteremmo un secondo. Ma sappiamo bene che non è così. D’altra parte dove si potrebbero collocare circa 2000 persone, visto che i posti letto a disposizione in città sono solo 300? Mentre i soli volontari ne hanno accolti in questi ultimi inverni oltre cento in piccole accoglienze familiari.

E poi chi conosce bene la vita e le problematiche di gente devastata dalla solitudine e talvolta dall’alcol e dalla droga sa bene che non bastano poche parole per convincere a lasciare la strada, ma ci vogliono azioni continuative nel tempo, rapporti fiduciari che si devono creare e supporto specialistico.

Se si vuole liberare il salotto buono di Napoli senza dare indicazioni concrete e risolutive, semplicemente spostando i poveri da un posto all’altro, cadremo in una sorta di gioco dell’oca per poi tornare al punto di partenza. La Comunità di Sant’Egidio e la Croce Rossa sono sempre disponibili a confrontarsi con le istituzioni per trovare insieme soluzioni, un confronto che deve essere pero' rispettoso e deve tenere conto della grande esperienza acquisita in questi anni.

Infine, sarebbe davvero deprecabile e assurdo se, come è stato paventato nella Commissione Welfare del Comune di Napoli, vengano multati e sanzionati coloro che prestano aiuto ai poveri: la multa appare infatti come una violazione del diritto di solidarietà ed umanità che non possono essere messi in discussione da nessuno. Impedire gli spazi di aiuto e di solidarietà, questo sì offuscherebbe l’immagine della città, che ha sempre fatto dell’inclusione e dell’accoglienza un suo modo di essere e che anche per questo è conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo".

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