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Alberi di Monte Sant'Angelo: un'interrogazione parlamentare per fare luce sulla vicenda

L'accusa degli ecologisti: messa a rischio la stabilità e la sopravvivenza degli alberi e distrutti decine e decine di nidi

Nella prima metà di maggio l’ampia area alberata del complesso universitario della collina di Monte Sant’Angelo dell’Università Federico II di Napoli è stata oggetto di consistenti potature.

L'intervento ha suscitato non poche polemiche, arrivate fino in Parlamento.

"In primavera gli alberi sono impegnati nel rigonfiamento delle gemme, nella schiusa delle foglie e dei fiori, nell’ingrossamento di rami e rametti. Tutte attività che esigono un apporto energetico enorme, e mettono in moto un potentissimo e complessissimo laboratorio chimico. Manomettere un albero in questo periodo significa disorientare completamente la pianta, interrompendone il flusso di messaggi chimici e ormonali destinati a regolare l’intensa attività biochimica", accusa in particolare Green Italia della Campania auspicando un intervento del Senato accademico della Federico II.

Nel frattempo, proprio su sollecitazione di Green Italia Campania, l'ecologista Rossella Muroni ha presentato un'interrogazione parlamentare sulla vicenda. "Quando si parla di potatura - spiega una nota di Green Italia Campania - 6 o 7 centimetri rappresentano il diametro di taglio massimo fino al quale ci si può spingere. Oltre queste misure crolla qualunque capacità di reazione efficacie dell’albero. Tagli di diametro maggiore devono costituire un’eccezione assolutamente straordinaria, e devono essere più che ben motivati. Più un esemplare è vecchio, minore sarà la sua capacità di sopportare deprivazioni di fogliame. Un’asportazione del 5% potrebbe già significare un limite invalicabile. Una potatura troppo severa su un vecchio esemplare o su un esemplare fortemente deperito, potrebbe innescare un rapido decadimento, e si potrebbe assistere al veloce disseccamento di tutta la pianta nei pochi anni successivi. Spesso mettendo a rischio la sua crescita e soprattutto la sua stabilita e quindi conseguente sicurezza pubblica".

La potatura in questo periodo, inoltre, spiegano amareggiati gli ecologisti, ha distrutto decine e decine di nidificazioni in atto di circa 15 diverse specie di uccelli selvatici.

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