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Poppella non riapre: "No al delivery e alla mezza giornata. Bisogna far entrare due clienti alla volta"

"Per i pizzaioli è diverso perché hanno tutta la giornata a disposizione rispetto a noi. Se volessimo sfruttare poi i delivery dovremmo dare a loro il 30% del guadagno e non rientrare con tutte le spese di gestione", spiega Ciro Poppella

"Con questi orari e condizioni meglio non aprire". Ciro Poppella, il famoso pasticciere del Rione Sanità ideatore del dolce "Fiocco di Neve", commenta così il nuovo decreto regionale che consente ad alcune imprese di aprire dal 27 aprile.

"Stare aperti dalle 7 alle 14 per fare consegne a domicilio non conviene a noi pasticcieri - ha continuato Ciro Poppella - anche perché non avremmo la forza di gestire tutti i nostri dipendenti. Ce ne vorrebbero molti di meno e gli altri cosa farebbero? Per i pizzaioli è diverso perché hanno tutta la giornata a disposizione rispetto a noi. Se volessimo sfruttare poi i delivery dovremmo dare a loro il 30% del guadagno e non rientrare con tutte le spese di gestione. Sarebbe opportuno far entrare due persone alla volta in pasticceria per comprare i nostri dolci. Lavorare adesso o tra un mese è la stessa cosa". L’imprenditore napoletano ha chiuso le due pasticcerie ancora prima del Decreto del Governo l’8 marzo. Sperava in una ripartenza veloce ed, invece, i tempi si sono allungati.

Confronto con le categorie di settore

"Al termine di un pomeriggio di incontri con le Associazioni di Categoria del Commercio per raccogliere proposte e opinioni relative alla incipiente fase 2, ovvero di ripartenza delle attività produttive al calare della curva dei contagi di coronavirus, sono emerse alcune criticità relative alla recente ordinanza della Regione Campania con cui viene parzialmente riaperta l'attività di consegna a domicilio (delivery) degli esercizi di ristorazione.

“Le categorie sollecitano un sano confronto – dichiara l'Assessore al Commercio, ai Mercati e alle Attività Produttive, Rosaria Galiero – che dirima alcuni aspetti dell'ordinanza:

Superare la differenziazione degli orari di apertura tra le tipologie di attività.

Consentire l’esercizio dell’attività nell’intero arco della giornata al fine di rendere sostenibili i costi

Prevedere tutte le misure di igiene e sicurezza sanitaria alla stregua di quelle già operate per le attività che hanno svolto fino ad oggi l’esercizio e che non hanno chiuso senza ulteriori aggravi di costi”.

Ribadiamo ancora una volta l’esigenza di un confronto più volte richiesto con la Regione Campania su questi temi, soprattutto un ascolto che parta dalle proposte sollecitate dalle Associazioni di categoria del commercio.

“Abbiamo ancora la possibilità di recuperare – continua Rosaria Galiero – le criticità evidenziate privilegiando l’ascolto diretto di chi vive il territorio per consentire, nel rispetto delle norme di sicurezza igienico-sanitaria, che le attività possano ripartire”.

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