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Domenica, 5 Dicembre 2021
Attualità

Nuovo singolo per i 99 Posse, ma è ancora polemica con Salvini

Il gruppo musicale partenopeo è già a processo per alcune offese rivolte al leader della Lega

I 99 Posse tornano con un nuovo brano, a trent'anni dalla loro nascita, ed è già polemica. Il brano, in uscita il prossimo venerdì 2 aprile, si chiama "Comanda la gang", ma ad attirare l'attenzione è la copertina. Il disegno, ad opera di Davide Toffolo, ritrae le caricature del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, di Matteo Renzi, del premier Mario Draghi e Matteo Salvini.

Quest'ultimo, in particolare, è stato disegnato a torso nudo con una croce in petto e le parole Padania e Italia sbarrate a favore di Europa. Inoltre, sul braccio del leader leghista c'è la scritta “Papete o morte”. La copertina, come detto, non è passata inosservata e la replica di Salvini non si è fatta attendere: "Ancora nel mirino dei 99 Posse, ne sono onorato. Anche se continuo a preferire De Andrè, Vasco, Bennato e i Pink Floyd".

copertina 99 posse comanda la gang-2

"Sulla copertina volevo Di Maio"

Dall'altra parte, invece, a rispondere ci ha pensato Luca "O' Zulù" Persico: "Il querelante scrive che per lui è un onore essere nel nostro mirino. Non rispondo nemmeno. Il querelante sta, ancora a quanto pare, proprio in fissa con noi. È il suo modo di esprimere l’affetto. Ed è un pochino anche il mio. Le forze in campo sono sempre state impari, i colpi bassi sono stati tanti, eppure questo amore impossibile ha continuato a vivere in ogni nostra parola".

"Ma adesso è finita. Da oggi lui per me sarà solo il querelante. Non lo chiamerò mai più l**a. Questo privilegio lo ha perso quando mi ha trascinato in un tribunale. Cattivo. E comunque sei stato solo uno dei tanti. Onorati di meno… in copertina ti ci ha messo Davide Toffolo. Io volevo Di Maio".

"Ho imparato cosa vuol dire si 'na l**a"

Ricordiamo che Salvini ha denunciato i 99 Posse per diffamazione. "E' da un po' che ho imparato che cosa voglia dire in napoletano l'offesa "Si na lo*a'. Il giudice mi ha ripreso, dicendomi che non si possono ripetere le parolacce in aula". Matteo Salvini così parlo dopo la prima udienza del processo per diffamazione contro i 99 Posse. I fatti risalgono al 2015, quando la band, in particolare Marco Messina, in un video appellò con una tipica offesa napoletana, traducibile in italiano con melma, il leader della Lega, invitando i cittadini a scendere in piazza contro di lui per prenderlo a calci.

"Minacciare di prendere a calci una persona dicendogli che non può presentarsi in un luogo non rientra nella libertà di critica. Detto ciò, per me se i 99 Posse chiedono scusa e versano mille euro a una qualsiasi associazione di volontariato del territorio la vicenda è chiusa perché i tribunali hanno cose più importanti di cui occuparsi". I 99 Posse non si sono presentati in aula. 

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