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Capuano replica a Grandi: "Napoli capitale della pizza. Le schifezze le fanno altri"

Il noto maestro pizzaiolo replica allo storico

"Finché è rimasta a Napoli la pizza è stata una grandissima schifezza". Queste sono le parole di Alberto Grandi, storico dell'alimentazione e docente all'Università di Parma, che nelle ultime ore hanno aperto una grande polemica. Grandi ha rimarcato, in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera, quelle che sono state le sue recenti dichiarazioni comparse sul Financial Times con le quali ha "fatto a pezzi" i piatti più iconici della tradizione culinaria italiana. Tra questi, ovviamente, c'è anche la pizza napoletana che sarebbe migliorata - secondo Grandi - solo grazie all'arrivo a New York e alla "contaminazione" di altri prodotti come il pomodoro.

"Le schifezze le fanno gli altri"

Già sono tante le reazioni alle parole di Grandi. Tra queste c'è quella di Vincenzo Capuano che proprio in questi giorni si trova negli States - insieme ad altri interpreti della pizza - dove ha preso parte al "Las Vegas Pizza Expo". Capuano, contattato da NapoliToday, ha dichiarato: "Napoli ha conquistato il Mondo con la sua pizza. Chi sostiene il contrario dimostra di essere poco intelligente. La pizza è unione e va rispettata in tutte le sue varianti, ma va chiarito che la pizza napoletana ha fatto e fa ancora scuola".

"Il mercato americano è un mercato fiorente ed ha sempre accolto con favore la 'scuola' pizza napoletana e i suoi maestri. Gli Stati Uniti non hanno migliorato la pizza napoletana, ma l'hanno accolta. E questo viene dimostrato dai tanti colleghi presenti con le prorie pizzerie sul territorio americano. Le contaminazioni portano sempre ad una crescita, ma la pizza napoletana ha sempre avuto un'identità forte. La pizza non è diventato il piatto famoso che tutti conosciamo perché è 'uscito' da Napoli, ma è diventato uno dei piatti più amati al Mondo grazie a Napoli. Che piaccia o no Napoli è la capitale della pizza. Le schifezze, come qualcuno dice, le fanno gli altri", ha continuato Capuano.

Cenni storici sulla pizza

Anche lo scrittore e storico Angelo Forgione ha replicato - soprattutto sulla vicenda del pomodoro - allo storico Grandi. “Nel mio libro Il Re di Napoli, circa la storia del pomodoro, riporto tutte le documentazioni che attestano come la pizza con il pomodoro (e la mozzarella) nasca indubitabilmente a Napoli nella prima metà dell'Ottocento, quindi ben prima del trasferimento del pizzaiolo Gennaro Lombardi a New York nel 1905”, spiega Forgione.

“È vero che la prima pizza dei napoletani, nel Seicento (così come le antiche preparazioni dei Greci e persino degli Egiziani) era bianca, poiché il pomodoro non era ancora abituale in alimentazione, e quello lungo ancora non era conosciuto in Europa – prosegue – Era ricca di strutto, formaggio di pecora, pepe e basilico […] Poi, con l’inizio della coltivazione del pomodoro a bacca lunga attorno al Vesuvio, a fine Settecento, il cibo di strada del popolo napoletano iniziò a colorarsi di rosso”.

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