Attualità Bacoli

"Salvate la mia Federica, da oltre un anno è perseguitata e minacciata di morte dall'ex"

Per salvarla, dopo tante denunce alle forze dell'ordine senza esito, il papà si è rivolto ai social: "Nessuno dica che non sapeva o non aveva capito"

La storia di Federica è tanto assurda quanto terribile: da oltre un anno e mezzo è vittima del suo ex che minaccia di ucciderla e la costringe a nascondersi, a vivere nel terrore. L'uomo ha ammesso davanti a testimoni di averle ucciso il cane, ne ha picchiato i collaboratori intimando loro di licenziarsi, la segue e perseguita e con Federica anche il papà, colpevole - agli occhi dello stalker - di averla difesa e protetta. 

Un incubo lungo un anno e mezzo che le forze dell'ordine non sembrano essere state in grado di interrompere:  tante le denunce, tutte cadute nel vuoto. Mentre lo stalker mostra una rabbia incontenibile e crescente, il silenzio delle istituzioni è stato assordante, almeno fino a quando la lettera non è giunta alla giornalista Valentina Rigano, da sempre impegnata nel sociale e in particolare nella battaglia per la tutela delle donne, che l'ha raccontata su TikTok dove è stata vista da circa 1milione di persone, e al sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, che ha rilanciato la storia sui social. 

Questa storia allucinante e assurda il popolo della rete l'ha subito raccolta facendola diventare virale in poche ore.

Il post del sindaco di Bacoli

"Ho letto con grande dolore la storia di sofferenza resa pubblica da Pietro d’Orazio, nostro concittadino e padre di Federica. Sua figlia riceve da tempo minacce di morte, violenze ed intimidazioni dal suo ex fidanzato. Una storia terribile fatta di soprusi, paure e tentati omicidi sfiorati - scrive Josi Dela Ragione - Bacoli tutta vi è vicina. E faremo di tutto per evitare l’ennesimo femminicidio. Ogni cosa. Senza fermarci.

Ho scritto alle forze dell’ordine, alla Procura, alla Prefettura. Ho scritto alle più alte cariche dello Stato. Come sindaco, a nome del popolo bacolese, per sollecitare tutti gli interventi dovuti, necessari, urgenti. Ed ho inviato ad ognuno di loro la lettera di Pietro.

Un padre che, mosso da disperazione, oltre che da amore paterno, ha trovato il coraggio di rendere pubblico questo strazio.

Abbiamo attivato i Servizi Sociali. Sono assolutamente certo che ognuno farà la propria parte, e più del proprio dovere, per fermare questa tragedia annunciata. Noi, lo ripeto, non ci fermeremo qui. Stiamo organizzando un corteo popolare di solidarietà e vicinanza concreta a Federica D’Orazio, a Pietro, a tutta la famiglia".

"Le marce non si fanno dopo l'irreparabile, ma prima"

"Le marce - scrive su Facebook il sindaco Della ragione - non si fanno solo dopo l’irreparabile. Ma prima. Anche e soprattutto prima. Per affiancare questa nostra famiglia in difficoltà.

Vi terrò aggiornati sulle modalità e sulla data. Vogliamo anche scuotere tutte le donne ad uscire allo scoperto. Ed a denunciare le violenze subite. Noi ci siamo.

La lettera di Pietro, ci scuote tutti a fare di più. Come genitori, come istituzioni. Insieme, siamo più forti. Tutti uniti con Federica. Bacoli è accanto a te".

La lettera di Pietro

Pietro ha scritto la sua lettera perché se dovesse accadere qualcosa alla sua Federica nessuno potrà dire "non sapevo", "non avevo capito", "non credevo". 

"Scrivo per evitare una tragedia tristemente annunciata.

Sono Pietro D'Orazio, residente a Bacoli e scrivo in qualità di padre di Federica D'Orazio, nata a Napoli nel 1989, la quale da oltre un anno e mezzo vive nel terrore di essere giustiziata dall'ex compagno".

Le violenze

"Dopo anni di maltrattamenti - scrive Pietro - mia figlia Federica, con l'ausilio di una psicologa e la vicinanza dei genitori, ha deciso di denunciare il compagno per aver ricevuto un pugno in pieno volto al termine di una discussione stupida. Nella denuncia, fatta il 29 novembre del 2022, ha specificato che non era la prima volta che lui alzava le mani su di lei.

A inizio gennaio 2023 lui mi si è presentato davanti e alla presenza dei suoi genitori, intervenuti forse per tentare di mettere a tacere la cosa bonariamente, ha minacciato me e mia figlia di morte.

Ho sporto denuncia ai carabinieri.

Per mesi abbiamo subito minacce e offese pubbliche, ovunque, quando lo incrociavamo".

"Vive vicino a noi"

"Lo incrociamo purtroppo spesso perché vive vicino a noi: 'tu e tua figlia, vi devo vedere morti. Vi farò vivere nel terrore'.

A maggio 2023 ha saputo che mia figlia ha intrapreso una nuova relazione: ha aggredito i dipendenti dell'agriturismo che lei gestisce. Li ha picchiati, li ha insultati, per tentare di obbligarli a lasciare il posto di lavoro li ha minacciati.

Il 21 giugno 2023 ha cercato in maniera premeditata di uccidere mia figlia: alle ore 6:00 si è recato nella casetta in cui lei viveva, presso l'agriturismo, ha staccato la luce e tagliato i fili della connessione internet per isolarla e ha bussato alla porta di casa. Quando lei ha aperto, lui le si è scaraventato contro con la macchina. Solo la maggiore larghezza del telaio dell'auto ha evitato il peggio.

In soccorso di mia figlia è intervenuto il suo attuale compagno che è stato brutalmente aggredito a bastonate ed è finito in ospedale.

Quell'uomo non è stato né fermato né arrestato, nonostante le nostre denunce a suo carico. Oggi c'è un procedimento per tentato omicidio".

"Via da Bacoli, ma non è servito"

"Ho allontanato mia figlia da Bacoli per circa un mese - racconta Pietro - nella speranza che qualcosa succedesse, ma niente è accaduto sul piano giudiziario.

Il nostro avvocato in questa fase ha tentato più volte di chiedere al magistrato l'emissione di misure cautelari in difesa di Federica, ma nulla è accaduto.

Il 24 settembre 2023 lui mi ha fermato per strada minacciando di morte me e mia figlia e urlando le solite frasi.

Un'altra denuncia il 22 novembre 2023: mi ha bloccato alla pompa di benzina di Bacoli e mi ha minacciato nuovamente di morte dicendo che avrebbe trovato pace solo con la morte mia e di mia figlia.

Un'altra denuncia il 14 gennaio 2024: ha aggredito verbalmente un dipendente dell'agriturismo, ha preso a calci la sua macchina dicendo che non doveva più andare a lavorare da lei.

Un'altra denuncia il 16 gennaio 2024: lo ha rifatto perché il dipendente continuava a lavorare all'agriturismo.

Un'altra denuncia il 20 gennaio 2024: sentendosi intoccabile visto che nessun provvedimento è stato emesso nei suoi confronti, ha aggredito lo stesso dipendente per la terza volta dicendogli queste parole 'Se non ti licenzi ti cercherò per sempre'.

Altra denuncia: in tutto questo periodo, quando mi incrociava per strada, mi seguiva, mi apostrofava con le solite ingiurie: 'tu e tua figlia, vi devo squartare tutti e due'.

Il 20 aprile 2024 sono stato costretto a sporgere un'altra denuncia perché dopo avermi incrociato per strada - io in motorino, lui in auto - ha cercato di farmi cadere spingendomi verso l'interno della carreggiata, ripetendo sempre le stesse ingiurie".

"Ho scannato il vostro cane e lo farò anche a voi"

Il 5 maggio 2024 è scomparso misteriosamente il mio cane, un meticcio di nome Flick, microcippato con due satellitari per l'eventuale ritrovamento.

Ho sporto denuncia all'ASL di Pozzuoli 20 maggio 2024.

Lui mi ha rincorso con il motorino, mi ha bloccato all'altezza della chiesa di San Gioacchino a Bacoli e mi ha urlato 'stai piangendo per il cane che ti ho scannato? Ha sofferto tanto, come dovrai soffrire tu e non scordarti che farete la stessa fine, tu e tua figlia'.

Sono andato sia dai carabinieri che dalla polizia, ma mi hanno risposto che senza prove non posso sporgere denuncia per la morte del cane.

flick

La sera del 5 giugno 2024 stavo tornando a casa in motorino, seguito da un amico in auto. Lui mi ha bloccato e sempre gridando mi ha dettagliato come ha ucciso il mio cane e mi ha ripetuto che quella sarà anche la mia fine e quella di mia figlia. Completamente frastornato, sono andato a sporgere denuncia in questura a Napoli. Il mio amico che ha assistito alla scena ha fatto lo stesso presso i carabinieri: niente.

Il 18 giugno lui ha incrociato i dipendenti della mia ditta, li ha aggrediti e minacciati dicendo che dovevano licenziarsi, altrimenti li avrebbe presi uno ad uno. Poi ha rotto il parabrezza del furgoncino aziendale e solo l'intervento di due volanti dei carabinieri ha salvato i miei dipendenti dalla sua follia. Urlava 'dite a Pietro che gli ho squartato il cane e ora gli mando anche il filmato'.

Tutti i miei dipendenti hanno sporto denuncia, lui è stato portato in caserma per poi essere immediatamente rilasciato".

Il 5 luglio

"L'ultimo episodio - scrive Pietro - almeno per ora, in ordine di tempo, è del 5 luglio 2024: ha rincorso mia figlia che era in auto e l'ha nuovamente minacciata di morte. Poi, vedendo un cane all'interno dell'auto di mia figlia, le ha detto che avrebbe squartato pure quello. Il tutto è stato firmato dal compagno di mia figlia che ha depositato il video e ha sporto con lei l'ennesima denuncia.

Ad oggi nessun tipo di provvedimento è stato preso.

Viviamo un incubo costante".

"Vi chiedo aiuto"

"Vi chiedo aiuto - conclude Pietro - Mi rivolgo ai miei colleghi, alla stampa, alle istituzioni, e a tutti voi perché questa vicenda non può finire così. Perché lo Stato deve muoversi, deve prendere dei provvedimenti nei confronti di quest'uomo e proteggere Federica perché è un suo sacrosanto diritto".

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