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Venerdì, 1 Marzo 2024
Attualità Arenella / Piazza degli Artisti

Piazza degli Artisti, la polemica: "Chi vuole riaprirla alle auto è fermo al 1950"

Partita dal Consiglio comunale, è recentemente stata protocollata una richiesta affinché torni transitabile dagli autoveicoli. Gli ambientalisti però non ci stanno

Riaprire piazza degli Artisti al traffico oppure no. Sono giorni di polemica tra chi vuole di nuovo il transito delle auto nella zona del Vomero a due passi dai mercati De Bustis e Anignano, e chi invece preferirebbe la pedonalizzazione di un quartiere contemporaneamente più servito dai mezzi pubblici e più martoriato dalle auto di altri.

Il consigliere comunale e presidente della commissione Infrastrutture e mobilità Nino Simeone ha fatto protocollare una richiesta di ritorno della piazza a luogo di transito per automobili. La chiusura alla viabilità della piazza, si legge nella richiesta di Simeone indirizzata a giunta comunale e municipale, "era stata giustificata per consentire la realizzazione di iniziative per le festività natalizie, finite da oltre 10 giorni, e dall'altro i lavori necessari di messa in sicurezza dell'albero monumentale". Simeone chiede che la piazza venga "sbloccata", dato che "centinaia di attività commerciali e due mercati rionali" sono "da troppo tempo isolati dal resto del mondo".

Di avvisto diametralmente opposto Roberto Braibanti, ambientalista, presidente di Gea Ets. "Ovunque nel mondo – spiega a NapoliToday – si pedonalizzano aree centrali delle città, organizzando intorno ad esse dei parcheggi in cui posare le auto per muoversi poi con il trasporto pubblico. Addirittura in città come Londra e Parigi nei pochi punti in cui si può entrare con le automobili si paga una salatissima 'tassa d'ingresso'. Noi invece in piena era di riscaldamento globale cosa facciamo? Abbiamo esponenti istituzionali che fanno battaglie fuori dal tempo per fare rientrare le auto in zone della città dalla quale sono uscite. Sono esterrefatto. Le auto accrescono la presenza di polveri sottili cancerogene negli stessi posti in cui viviamo, però continuiamo a voler andare in macchina dal tabaccaio e a fare la spesa al mercatino di Antignano. La classe dirigente napoletana è inadeguata, ferma al 1950".

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