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Paola Cortellesi a Napoli e folgora anche i giovanissimi con C'è ancora domani | VIDEO e FOTO

L'attrice e neo regista incontra il pubblico napoletano per parlare del suo film campione d'incassi, fenomeno cinematografico dell'anno insieme a Barbie. In sala anche tanti ragazzi e bambini

Paola Cortellesi è la donna più in vista del momento. E’ inconfutabile. Il suo nome e il suo C’è ancora domani, film con cui esordisce alla regia, rimbalzano in ogni conversazione, in ogni profilo social con le foto di scena che già sono immagini cult riconoscibili anche da chi, per ora, non ha visto il film.

Paola Cortellesi è una garanzia al botteghino come dimostrano Come Un gatto in Tangenziale, Ma Che ci dice il cervello?,  Scusate se esisto, Un boss in salotto e tanti altri film di cui è stata protagonista nell’ultimo decennio. Un’ottima risposta di pubblico per C’è ancora domani c’era d’aspettarselo. Ciò che è stato imprevedibile è come sta entrando nella testa della gente, riportando in sala anche chi non ci andava da un bel po'. Non c’è una persona che dopo averlo visto ne parli male. E’ tra i nostri fenomeni dell’anno. Non si discute su questo. Per questo la Cortellesi decide di intraprendere un tour dei cinema italiani che la porta da Nord a Sud per ringraziare dal vivo il pubblico che dal primo giorno ha sostenuto un un’opera prima perfetta su tutti i livelli.

Questo giro la porta a Napoli ai cinema The Space, Plaza e Modernissimo, città che conosce benissimo per averla frequentata negli anni in cui si è fatta le ossa in teatro. Le sale sono pienissime. Da prima della pandemia non si vedevano le file alle casse. Durante la proiezione del film le persone applaudono per le scene dense di delicata poesia nei momenti più crudi e duri man mano che la storia che va avanti di Delia, alias Cortellesi, in quella Roma a metà degli anni ’40 del novecento alla vigilia del primo ingresso alle urne elettorali delle donne.

L’accoglienza a Napoli

Nelle sale napoletane c’è qualcuno che l’ha visto già tre volte, mentre altri hanno portato i loro bambini incantanti da lei. Una bambina sussurra alla madre che desidera l’autografo della Cortellesi su una delle sue magliette perché le deve restare per sempre.

Sarà che Paola Cortellesi incontra il pubblico di Napoli proprio nel giorno in cui tutta Italia è scossa dalla notizia del ritrovamento del cadavere della ventiduenne Giulia Cecchettin, vittima dell’ennesimo femminicidio.

Ecco che rimbomba con potenza i significati di C’è ancora domani. Sì, i significati. Non è solo un film ben scritto, ben diretto e con un cast eccellente. Si va oltre questo. Sicuramente è un film che vuole smantellare il patriarcato e, soprattutto, fare la sua parte per sensibilizzare la parità di genere e sollecitare la prevenzione contro la violenza sulle donne, ma c’è ancora altro. E’ un inno alla libertà? Assolutamente sì, come dimostra il suo finale che spiazza piacevolmente e, per ammissione della stessa Cortellesi, si diverte anche a farlo. E’ un film femminista? Qualcuno potrebbe vederlo come tale e non è escluso che sul tavolo non ci sia anche questo intento. Però C’è ancora domani è un film che spiega alle nuove generazioni che i nostri diritti inalienabili non sono così scontati e saldi. In alcuni casi potrebbero essere considerati anche solo apparenti.

Un film per le future generazioni

C’è ancora domani sta sbaragliando il box office battendo tutti i record post pandemia, anche quelli dei film in Paola Cortellesi è protagonista come La befana vien di notte. Tra pochi giorni proprio a Sorrento durante le Giornate professionali Paola Cortellesi ritirerà il Biglietto d’oro 2023 per essere il film italiano che ha avuto maggiori presenze in sala, in soli 12 giorni dell’uscita del film, l'opera prima dell'attrice ha superato il milione di spettatori in dodici giorni. Considerando che nel 2023 il maggior incasso al box office nazionale è Barbie di Greta Gerwig, il successo di C'è ancora domani ci mette di fronte una situazione mai vista prima  da noi: i due film più forti dell'anno, cioè il campione d'incassi generale e il titolo nazionale più visto, sono diretti da due donne.

Paola Cortellesi a Napoli Foto di A.Fiorenzano

Una grande soddisfazione per l’attrice italiana, oggi neo regista, che la rendono a tutti gli effetti la donna più potente dell’industria cinematografica italiana, tanto che non sarà da stupirsi se C’è ancora domani, oltre a vincere una pioggia di David di Donatello e Nastri d’Argento, inizierà un cammino internazionale, magari, immaginandolo nella cinquina del miglior film straniero agli Oscar del 2025. Del resto, il film è già stato venduto in una dozzina di Paesi.

Il cinema, come ogni forma artistica, è tra i pochi strumenti che muove le coscienze e se effettivamente riuscisse nel riunire la leader del PD Elly Schlein e la premier Giorgia Meloni affinché lavorino insieme su un progetto di prevenzione contro i femminicidi e contro ogni violenza di genere partendo dalle scuole, come auspica Paola Cortellesi, sarebbe un miracolo che solo l’arte riesce concretamente a compiere.

L’amore non urla, non picchia, non uccide ed è questo che C’è ancora domani vuole instillare alle future donne e insegnare ai futuri uomini. Più si vede una sequenza del film della Cortellesi, più si ascoltano i dialoghi di questo film che strappano anche degli intelligenti sorrisi e più si comprende che quel film è proprio dedicato ai giovanissimi.

“Sembra una delle trame, sempre un po’ sinistre, di molte fiabe per bambine e invece è storia, piuttosto consueta, di una famiglia italiana qualunque, nella seconda metà degli anni ’40.

Uno schiaffone in pieno viso e via, come se niente fosse dato da Ivano (Valerio Mastandrea) alla moglie Delia.  Avevo in mente quest’immagine e il desiderio di mettere in scena, attraverso Delia, le donne che ho immaginato dai racconti delle mie nonne; vicende drammatiche, narrate con la volontà di sorriderne, storie di vite dure, condivise con tutti nel cortile. Gioie e miserie, tutto in piazza, tutto insieme sempre. In quei racconti c’erano le donne comuni, quelle che non hanno fatto la storia, che hanno accettato una vita di prevaricazioni perché così era stabilito, senza porsi domande. Questo è stato” dichiara Paola Cortellesi.

Il cast

Una delle più grandi qualità di C’è ancora domani sta nel cast scelto da Paola Cortellesi. Su tutti spicca il suo coprotagonista, Valerio Mastandrea con cui spesso ha recitato in successi come Figli di Mattia Torre.

Prima di andare sul set sono state fatte tre settimane di prove come abitualmente si fa in teatro. Tutti l’hanno sostenuta, credendo in questo gioello in bianco e nero che tratta di prevaricazione e violenza ma che come a suo tempo, disse la Cortellesi ai suoi produttori e ai suoi attori quando propose il copione “secondo me a tratti è divertente...credo”.

 “Questo mio primo film è stato possibile grazie alla fiducia. Quella dei produttori. Quella di attori con cui tutti vogliono lavorare: Valerio Mastandrea, prezioso per costruire il personaggio di Ivano, che ha deciso di mettere il suo infinito talento al servizio di questa storia e ha accettato di interpretare questo individuo infame dopo il mio primo racconto al bar; di Emanuela Fanelli, che con la sua eccezionale capacità di alternare lieve e grave e una dedizione meticolosa, mi ha aiutata ad approfondire ogni singola sfumatura di Marisa la migliore amica di Delia; di Giorgio Colangeli, in scena con la gentilezza e la forza prorompente dei grandi maestri; di Vinicio Marchioni La grazia e le grandi doti interpretative di Romana Maggiora Vergano hanno consentito di rendere amabile una ragazza tanto dura e di mettere in scena l’inquietudine e la fragilità del personaggio di Marcella, motore e meta del viaggio di sua made Delia”.

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