Incurabili, Federfarma: “Non spostate i vasi della farmacia”

Il presidente Di Iorio si oppone alla “deportazione” dei vasi dall'intero complesso

Netta contrarietà del Presidente di Federfarma Napoli Michele Di Iorio “alla ventilata “deportazione” dei preziosi vasi della Farmacia degli Incurabili i quali, benché prestigiosi, non risultano idonei alla fruizione pubblica se decontestualizzati dall’intero complesso”.

Il Presidente di Federfarma Napoli, che, a nome della categoria, si è sempre dichiarato pronto a sostenere il recupero della Farmacia degli Incurabili, non condivide l’idea di sistemare temporaneamente gli storici vasi a San Martino. “Il Patrimonio storico della Farmacia degli Incurabili - spiega Di Iorio - è nato ed è strettamente legato alla collina di Caponapoli ed è pertanto nella zona che va conservato, anche solo provvisoriamente; è fondamentale realizzare un progetto che, pur tenendo conto delle emergenze, continui a garantire la valorizzazione del Complesso monumentale degli Incurabili nel quale, oltre la farmacia storica insiste il Museo delle Arti Sanitarie, tutt’ora visitabile, che contiene preziosi reperti”.

“Farmacia e Museo - prosegue Di Iorio - hanno creato negli anni un significativo indotto in tutta la zona che oggi risulterebbe desertificata; i farmacisti napoletani sono disponibili a condividere ed a sostenere progetti purché preservino la centralità del luogo: sono la bellezza e la successione della visita all’intero Complesso degli Incurabili ad attirare turisti nel rispetto dei quali vanno realizzate tempestive opere di messa in sicurezza nell’ambito di un più ampio progetto di riqualificazione dell’intera area”.

“Auspico che il MiBac - conclude Di Iorio - in accordo con tutti gli Enti coinvolti, rinunci a posizioni dirigiste ed accetti di confrontarsi nella ricerca di soluzioni alternative a quelle che prevedono di “spogliare” la farmacia, di fatto, depauperando l’intera zona e mortificando la cultura napoletana che dalla stessa zona trae motivazione. Anche le campane di Notre Dame restano sull’Ile de la Cité e, di certo, non vengono trasferite al Louvre; non vedo perché anche per gli Incurabili non si individui una soluzione che metta al centro il luogo e non solo il suo contenuto”.

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