Venerdì, 12 Luglio 2024
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Ordinanza movida, il Tar sul ricorso dei gestori di locali: nessuna sospensiva

La decisione della quinta sezione

Nulla da fare per quei gestori di alcuni bar e locali partenopei che erano ricorsi al Tar contro l'ordinanza sulla movida di Gaetano Manfredi. La quinta sezione del tribunale amministrativo campani ha infatti respinto la richiesta di sospensiva presentata nei riguardi del provvedimento.

La parte del provvedimento che contestavano era relativa agli orari di chiusura dei locali, fissata dalla giunta all'1 di notte dal lunedì al venerdì e alle 2 nei weekend.

Il ricorso

La Fipe Confcommercio nel presentare il ricorso aveva definito il provvedimento "inaccettabile sia dal punto di vista tecnico giuridico che dell’efficacia". Per il presidente Massimo Di Porzio si tratta di una misura "liberticida" che non ha eguali nel resto del paese. Si tratta, per Di Porzio, di un'ordinanza che "mortifica la vocazione turistico-ricettiva della nostra città ed elimina uno dei tratti caratterizzanti del nostro popolo che è l’accoglienza". Inoltre pensa che ritenere "il provvedimento sia risolutivo della problematica della cosiddetta malamovida è una vana speranza".

I contenuti dell'ordinanza

L'ordinanza è valida in cinque macro aree cittadine, cioè quelle maggiormente interessate dal fenomeno della vita notturno: la zona di Chiaia-Posillipo, quella di Bagnoli ed in particolare di via Coroglio, del Vomero, del Centro storico, e della Ferrovia. Con controlli previsti ai loro "varchi", il provvedimento comporta anche lo stop alla musica a mezzanotte.

Tutti i dettagli del provvedimento

Le critiche

Numerose le voci critiche che si sono levate nei riguardi della misura voluta dalla giunta Manfredi. L'ex sindaco Luigi de Magistris ha sottolineato degli aspetti a suoi dire "inquietanti" che la caratterizzano. "Il primo - spiega l'ex numero uno di Palazzo San Giacomo - dopo due anni di chiusura per la pandemia, è che punisce i locali che hanno aperto e che sono frequentati. Il secondo è la funzione rieducativa che l'ordinanza si attribuisce. Il Comune non è una comunità educante, non è fatto di pedagoghi, deve amministrare e far rispettare le regole, non definire come i cittadini devono trascorre il tempo libero".
Sulla stessa linea anche lo scrittore Roberto Saviano. Anche l'autore di Gomorra si dice "trasalito" nel leggere il passaggio in cui l'ordinanza parla di “processo rieducativo orientato a radicare diverse abitudini orarie”. "Se questi sono i progressisti - chiosa - non oso immaginare cosa possano fare gli altri".

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