Giovedì, 29 Luglio 2021
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Collaudo lumaca, nuovi treni della Metro Linea 1 ancora ai box

Il primo convoglio arrivato a Napoli a marzo 2020, ma neanche uno è stato ancora messo in servizio.

Servirebbero come il pane i dieci treni nuovi della metropolitana annunciati la prima volta nel 2017 e ancora non messi in servizio. Il collaudo dei convogli prodotti in Spagna è, ormai un mistero. Il primo è giunto a Napoli nel marzo 2020. Secono il programma del Comune di Napoli sarebbe dovuto entrare in servizio a settembre dello stesso anno e, da quel momento, ne sarebbe stato aggiunto un altro treno ogni mese.

Così non è stato, con il sindaco de Magistris e l'Anm ad annunciare date puntualmente disattese. L'ultima in ordine di tempo era quella di giugno. Il mese è trascorso e di treni neanche l'ombra. Servirebbero come il pane perché il servizio che l'Azienda napoletana di mobilità rsta fornendo è ai minimi termini. "Limita a Dante" più che un annuncio è diventato un mantra che accompagna quotidianamente i pendolari napoletani. Quella di limitare i treni alla stazione di piazza Dante, escludendo Toledo, Municipio, Università e Garibaldi, significa che in servizio ci sono pochi treni. 

E, in effetti, fonti vicine ai sndacati parlano di soli cinque o sei treni in servizio. Pochissimi se si considera che ai tempi del primo lockdown ne giravano almeno nove. I guasti sono all'ordine del giorno e le attese, negli orari di punta, possono anche superare i 20 minuti. Un tempo che non posiziona Napoli nelle retrovie delle classifiche europee sul trasporto pubblico locale.

Le notizie sui motivi della mancata messa in servizio dei nuovi mezzi sono discordanti. Secondo alcuni lavoratori, il motivo sarebbe da ricercare in primis nella lentezza dell'Ustif, l'ente ministeriale preposto ai collaudi, che si troverebbe in una serie crisi di personale e starebbe per essere dismesso. 

A questo si aggiungerebbero alcune correzioni da apportare, come la chiusura delle porte e la distanza tra i treni e le banchine. Un problema, quest'ultimo, che potrebbe persistere nelle stazioni più datate, nel tratto Dante-Piscinola, perché costruite con regole differenti rispetto a quelle moderne. Ultimo intoppo, ma non meno importante, è che ancora nessun macchinista ha sostenuto l'esame per guidare i nuovi mezzi. 

Nelle ultime settimane, però, gli animi all'interno dell'Anm sembrano più sereni. Negli uffici di Fuorigrotta c'è chi assicura che nelle ultime settimane ci sia stata una decisa accelerazione e che i primi treni nuovi potrebbero essere messi sui binari già ad agosto. Nessuno lo afferma ufficialmente ed è comprensibile dopo aver toppato già diverse scadenze.

Sul tema è interveuto anche il sindacato Orsa, per voce del suo referente aziendale Fabio Cuomo: "Se queste sono le condizioni del servizio siamo molto preoccupati per la ripresa di settembre. I treni sono pochissimi e i guasti sono troppo frequenti". 

I viaggiatori sperano e pregano. Loro, stanchi di una metropolitana che assomiglia, per i tempi, più a treno regionale, abbandonare quel 'Limita a Dante' triste mantra delle loro settimane.

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