Giovedì, 21 Ottobre 2021
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Nino D'Angelo confessa: "La camorra sparò dentro casa, un colpo finì in camera di mio figlio. Il giorno dopo lasciai Napoli"

"Volevano i miei soldi. Andammo via, un peccato, perchè amavo la mia città", spiega l'artista

Nino d’Angelo ha spiegato i motivi per i quali decise di lasciare Napoli e andare a vivere a Roma, in una lunga intervista rilasciata a Candida Morvillo sul Corriere della Sera.

Il 64enne, reduce dal bagno di folle negli scorsi mesi all'inaugurazione del murales a lui dedicato nella sua San Pietro a Patierno, lasciò la sua città d'origine nel 1986 dopo il primo Sanremo. "Un tradimento alla sua città", si disse, ma "me ne sono andato perché hanno sparato due volte contro casa mia. Era roprio la camorra, volevano i soldi. Vedevano il successo. Telefonavano, minacciavano. La seconda volta, hanno sparato dentro casa, il proiettile è entrato nella stanza dove mio figlio Vincenzo dormiva nel lettino. Siamo scappati in un giorno. Un peccato, perché devo tutto alla città, i napoletani mi adorano: piace che uno di loro ce l’ha fatta senza aiuti".

Murales

Gli abitanti di San Pietro a Patierno hanno fatto una colletta per commissionare al celebre Jorit un murales dedicato all'artista, culminato in un grande evento che ha commosso D'Angelo: "Mi è sembrata una cosa troppo grande. Mi sono chiesto: ma perché l’hanno fatto per me?".

Il successo

D'Angelo nell'intervista ripercorre le tappe del successo: ’Nu Jeans e ’na maglietta' vende un milione di copie. Un milione l’originale: con le cassette contraffatte, saranno stati cinque milioni. Avevo indovinato un filone nuovo. Prima Mario Merola diceva che ero il suo erede nella sceneggiata, ma io non volevo essere il numero due e le sceneggiate cantavano malavita, guappi e questo non mi piaceva. Mi sono inventato di parlare d’amore ai ragazzi. Solo che i critici musicali non sapevano dove mettermi: quando sono nati i neomelodici, che mi scopiazzavano, mi hanno fatto diventare neomelodico, ma io avevo già fatto 15 anni di successo".

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