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Martedì, 31 Gennaio 2023
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Medici salvano neonato di 28 giorni: aveva il cuore a destra

Intervento effettuato d medici del Cardarelli e del Santobono. Il piccolo soffriva di una malformazione congenita: una cisti rendeva il polmone così grande da metterlo in pericolo di vita

I medici di Cardarelli e Santobono hanno salvato la vita a un neonato di 28 giorni. Il bimbo soffriva di una grave malformazione: una cisti che rendeva il polmone molto più grande del normale, tanto da causare lo spostamento del cuore a destra.

La chirurgia toracica del Cardarelli diretta da Gianluca Guggino, in collaborazione con l’equipe di chirurgia del Santobono guidata da Giovanni Gaglione, ha portato a termine un intervento chirurgico sul piccolo presso il blocco operatorio dell’ospedale pediatrico. Come sempre in questi casi, la valutazione dei medici è stata quella di portare quanto più avanti la crescita del bambino prima di intervenire chirurgicamente.

Attraverso microincisioni, è stato effettuato l’intervento di asportazione del lobo polmonare malato che non consentiva ai polmoni e al piccolo cuore di funzionare correttamente. Grazie ad un accesso di 3-5 mm nell’emitorace su cui intervenire, è stata introdotta una micro-telecamera e, con altre due micro incisioni, sono stati inseriti gli strumenti operatori. Il delicato intervento ha permesso al cuore di riposizionarsi ed ora il bimbo ha totalmente superato il problema che presentava alla nascita. La notizia è stata diffusa dai canali social dell'Ospedale Cardarelli.

E sin dal 2019 che le due equipe collaborano sugli interventi di chirurgia toracica. Il caso che diede avvio a questa sinergia fu quello di Noemi, la bambina di 4 anni che venne coinvolta in una sparatoria a Piazza Nazionale mentre mangiava un gelato con la nonna. In quell’occasione si ritrovarono intorno al tavolo operatorio i chirurghi del Santobono e del Cardarelli.

A seguito di quell’esperienza Cardarelli e Santobono stipularono una convenzione che permette all’ospedale pediatrico di avvalersi delle competenze e dell’esperienza della Chirurgia Toracica del Cardarelli. Nell’arco di tre anni il lavoro comune dei chirurghi ha azzerato il trasferimento dei piccoli pazienti presso altri ospedali extraregionali per gli interventi di chirurgia toracica.

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