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"La musica trap parla di amore. E' la musica di questo tempo. Un tempo che gli abbiamo lasciato noi"

"I più giovani in questo mondo probabilmente si sentono smarriti, più di come lo eravamo noi 'ai nostri tempi'. E come dargli torto? E perché poi? Questo tipo di mondo glielo abbiamo lasciato noi, perché non siamo riusciti a migliorarlo"

La musica trap viene vista troppo spesso in maniera dispregiativa, ma è solo lo specchio dei tempi che evolvono ed una modalità espressiva come un'altra, non diversa dall'irruzione del rock negli anni '60 o del metal e dell'elettronica successivamente.

Riceviamo e pubblichamo l'opinione di Sergio Tancredi, chef e autore del libro 'Una manciata di gratitudine', padre di due figli adolescenti.

"Anch'io ascolto Geolier in questo periodo, e la musica trap in generale. Certo, quando ho bisogno di rimettermi al mondo vado a cercarmi una potente voce che vibra sulla delicatezza struggente di un pianoforte. Ma quotidianamente ascolto anche la trap. Ne sono letteralmente bombardato: è la musica che ascoltano i miei figli e i loro amici.

Ok, è musica 'usa e getta', probabilmente la maggior parte di queste canzoni passeranno innocuamente senza lasciare traccia, la voce è spesso alterata dall'autotune e i beats hanno poco a che fare con la musica 'vera' suonata.

La musica è tutt'altra cosa, dai. Ai 'miei tempi', quando trent'anni fa si guardava Sanremo, i beniamini più in voga erano quelli come Ramazzotti, Raf, Carboni... e gli alternativi Jovanotti, Articolo31...

Gli adulti ci dicevano che non capivamo niente, quella roba non era bella come la musica di una volta! Perché erano rimasti affezionati alla melodia, al romanticismo e alla leggerezza dei loro anni '60.

Ma adesso noi facciamo la stessa cosa con i nostri ragazzi! Con la differenza che loro Sanremo non lo guardano proprio (votano e fanno il tifo soltanto), noi ancora si. Nonostante continuiamo a ripetere che non rispecchia più la 'nostra' musica italiana, nonostante la noia di una trasmissione troppo lenta e lunga, perché infarcita dalle solite scontate gag dei conduttori, la banale comicità fine a se stessa, i dettami degli sponsor, i gossip che "non ce ne po' frega' de meno", della dura legge del marketing e dei 'consigli' di certi politici.

Abbiamo preso il posto dei nostri genitori: gli attempati siamo noi adesso e ancora ci aspettiamo di vedere sul podio la classica canzone italiana a cui siamo stati abituati e gridiamo allo scandalo di fronte a questo 'scempio musicale' che invade le classifiche, le radio, gli streaming.

Succede periodicamente: il nuovo avanza, sempre. E sempre fa paura, non è mai all'altezza dei 'nostri tempi', ci sembra un degrado e un depauperamento della nostra cultura, del 'nostro' mondo artistico. Il ciclo si ripete, era meglio prima, i giovani di oggi non capiscono un cazzo e bla bla bla...

Gran parte della musica trap parla di amore; l'amore di oggi: possessivo, insicuro, disilluso. Le ragazze si lamentano della prepotenza dei ragazzi, della loro possessività e dei loro tradimenti. I ragazzi dicono che loro invece la danno via come niente, che ti guardano solo se sei griffato e fanno le stronze alla prima occasione. La musica trap parla anche di riscatto, di voglia di rivalsa. Della serie "io vengo dal violento ghetto ma la musica mi ha salvato e adesso faccio un sacco di soldi velocemente". Molti giovani aspirano a questo: potersi esprimere, essere riconosciuti, sentirsi realizzati, subito!

Perché in questo mondo probabilmente si sentono smarriti, più di come lo eravamo noi 'ai nostri tempi'.

E come dargli torto? E perché poi?

Questo tipo di mondo glielo abbiamo lasciato noi, perché non siamo riusciti a migliorarlo.

La nostra "buona" musica non è riuscita a migliorarci. Le nostre certezze non sono servite a trasmettere sicurezza. I lavori che facciamo (e il modo coattivo con cui lo svolgiamo) spesso non li ispira, non li motiva.

Tranquillo, un giorno probabilmente si rassegneranno, il sistema li sederà e guarderanno Sanremo dalla loro casa che pagheranno a rate a vita, appena rincasati da un lavoro stressante, appena chiusa l'ennesima relazione che non ha funzionato.

Lamentandosi della musica oscena che vince al televoto.

Ma per adesso ancora no, la loro musica suona sempre più forte il loro disagio e fa ballare le loro speranze! La musica è loro, la musica è sempre stata dei giovani.

E questa è la musica di questo tempo. Un tempo che gli abbiamo lasciato noi".

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