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Ok rimozione murale Ugo Russo, Borrelli contro Delgado: “Radical chic schierati coi criminali”

Scoppia la polemica a proposito della sentenza del Tar che ieri ha respinto l'istanza contro la cancellazione dell'opera di Leticia Mandragora

Si è aspettato troppo tempo. Adesso ci aspettiamo che rapidamente venga cancellato l'omaggio al baby rapinatore casomai sostituendolo con un'opera dedicata a un eroe napoletano o a una vittima della criminalità". Il consigliere regionale Francesco Borrelli commenta così, sui social, la sentenza del Tar: i giudici hanno respinto il ricorso del “Comitato verità e giustizia per Ugo Russo”, contro la rimozione dell'omaggio ad opera di Leticia Mandragora, nei Quartieri Spagnoli.

"È incredibile – aggiunge il consigliere - che si sia dovuto aspettare tutto questo tempo e un giudizio del Tar per avviare la procedura per la cancellazione del murale dedicato ai Quartieri Spagnoli al baby rapinatore Ugo Russo. Addirittura vengono famiglie mafiose da altre regioni per incontrarsi con altri criminali sotto a quello che viene considerato uno degli omaggi più importanti alla delinquenza locale. Uno sconcio insopportabile che tra ricorsi e manifestazioni rappresenta una offesa indelebile ai napoletani onesti, alle vittime della criminalità, ai cittadini onesti. Adesso ci aspettiamo che rapidamente venga cancellato l'omaggio al baby rapinatore. La famiglia potrà ricordare il ragazzo in privato e nella propria abitazione non di certo imporre al quartiere e alla città un modello di vita sbagliato e criminale finito purtroppo in modo tragico. Gli omaggi vanno fatti agli eroi napoletani e alle vittime della criminalità non a questi soggetti".

La risposta di Delgado

Particolarmente critico nei riguardi del commento di Borrelli è stato lo scrittore Luca Delgado, il cui post di risposta è stato ripreso da numerosi utenti Facebook. “La verità processuale sull'accaduto di quella notte spetterà alla magistratura. A nessun altro – spiega Delgado – Sicuramente non a un Consigliere regionale che va in giro col telefonino a fare dirette come un Brumotti qualsiasi. I genitori con quel murale chiedono semplicemente verità e giustizia. Ne hanno diritto”.

Il Tar – sottolinea Delgado – non ha stabilito se Ugo Russo merita o meno un murale. No. Il Tar ha semplicemente stabilito che quel murale rappresenta una trasformazione fisica dell'immobile, dando ragione quindi al Comune che ne chiede la rimozione”. Insomma “si è limitato all'aspetto burocratico”.

Quello di cui il Consigliere non si rende conto, avvinto com'è dalla retorica del "Io, io, io e ancora io", è che la sentenza del Tar mette a rischio la stragrande maggioranza dei murales di Napoli, in quanto chiunque potrà rifarsi ad essa denunciando le trasformazioni degli immobili”, conclude lo scrittore. Che apostrofa Borrelli infine come “verde, come la Lega, senza vergogna, come Salvini”.

Borrelli: “Pensiero da radical chic schierati coi criminali”

L'ulteriore risposta del consigliere non si è fatta attendere. Quello di Delgado è un "un pensiero comune a tutti i radical chic nostrani che sono schierati da sempre dalla parte del mondo criminale e delinquenziale e sono indifferenti alle vittime e a chi si batte per la legalità. Gli stessi che rivendicano il diritto anarchico di trasformare la città in una pattumiera non rispettando alcuna regola. L'unico argomento che hanno per denigrare le persone come me è il tentare di paragonarmi a Salvini dimostrando purtroppo scarsa preparazione politica e culturale. Pensieri talmente superficiali e sciocchi che non meritano risposta. Ma poco mi aspetto anche in questa direzione da chi la città la usa solo per il proprio gaudio non rispettandola e che difende con passione rapinatori, incivili e vandali. Per loro esistono solo i diritti e mai i doveri. Un esempio concreto del perché il nostro territorio è alla deriva”.

La decisione dei giudici

Ugo Russo morì il 29 febbraio del 2020. A 15 anni, fu ucciso da un carabiniere mentre compiva una rapina a Napoli. Il Tar ha ieri deciso per la rimozione dell'opera a lui dedicata. Era stato il "Comitato verità e giustizia per Ugo Russo" a ricorrere al tribunale amministrativo contro un'ordinanza del Comune di Napoli, questa volta alla "rimozione e cancellazione di murales e altarini illegali".

I giudici hanno comunicato la decisione avversa al ricorso, considerando il murales come una "trasformazione fisica dell'immobile" ottocentesco, e quindi non modificabile in base al piano regolatore. "Si era espressa all'opposto invece la Soprintendenza che aveva dato il nulla osta per il murales per Ugo", ribatte il Comutato, che definisce quella del Tar "un'interpretazione sbagliata e forzata".

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