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Multe 'pazze' nelle Ztl di Napoli, la delibera del Comune: "Non saranno annullate"

Dopo un anno di polemiche e promesse mancate, arriva la relazione tecnica che mette fine al pasticcio delle contravvenzioni elevate nel centro storico: i cittadini dovranno pagare o fare ricorso al Giudice di Pace

Il Comune di Napoli non annullerà le multe elevate nelle ztl istituite lo scorso anno nel centro di Napoli. La delibera del 10 giugno 2021 mette fine a una delle peggiori brutte figure istituzionali degli ultimi anni. L'imbarazzo di Palazzo San Giacomo è testimoniato da una nota confusa per spiegare una delibera ancora più confusa. La conclusione di questa vicenda è riportata nella relazione tecnica allegata alla delibera. 

Diciotto pagine per chiarire qualcosa che, al netto delle promesse del sindaco de Magistris e degli assessori della sua Giunta, Napolitoday aveva già provato a chiarire in un servizio di diversi mesi fa, ascoltando diversi pareri tecnici: l'unica strada da intraprendere, per i cittadini, è quella del ricorso al Prefetto o al Giudice di pace. 

E questo non certo perché il Comune abbia agito correttamente. Sia nella delibera che nella relazione tecnica viene ribadito più volte che la segnaletica disposta per la conversione da ztl ad aree pedonali delle aree Centro Antico, Mezzocannone, e Piazza del Gesù è da ritenere confusa e insufficiente, così come la comunicazione esterna.

Ma lo stesso documento spiega che non sussistono le motivazioni per decretare nulle le multe. Nella relazione si legge "...Nel caso in esame, i suindicati provvedimenti dell’Amministrazione e quelli Dirigenziali, oltre a non essere stati impugnati nei termini di legge, non sembrano essere toccati da vizi di legittimità, e pertanto, l’eventuale annullamento degli stessi per motivi rilevati successivamente dall’Amministrazione, non potrebbe in nessun caso caducare le sanzioni amministrative legittimamente emesse". E ancora "...'È annullabile il provvedimento amministrativo adottato in violazione di legge o viziato da eccesso di potere o da incompetenza'. Dall’esame della deliberazione 169/2020 e da quanto sopra rappresentato, si desume che nel caso specifico non ricorra nessuno dei tre presupposti. Sul punto, lo scrivente si è confrontato anche con il Dipartimento Avvocatura, che ha confermato tale valutazione".

Il risultato è chiaro: il Comune sbaglia, i cittadini pagheranno. E sarà un conto salatissimo se si leggono i dati delle contravvenzioni nel periodo di istituzione delle aree pedonali, cioè dal 6 giugno 2020 al 31 ottobre 2020. Nelle tre zone già citate i verbali registrati sono 187mila per un valore contabile superiore ai 13 milioni di euro. Secondo la relazione tecnica, si tratta di una cifra quattro volte superiore a quelle delle aree pedonali tradizionali e da tempo note ai napoletani.

Ripensando alle promesse di annullamento di questi 12 mesi, viene da chiedersi se oggi, in campagna elettorale, qualcuno dell'Amministrazione comunale si prenda la responsabilità di chiedere scusa alla città.  

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