Martedì, 16 Luglio 2024
Attualità

Morto Antonio Lucisano. Salvò il nome della mozzarella di bufala quando scoppiò il caso "Terra dei Fuochi"

Chimico, docente universitario, manager, esperto come pochi altri a livello nazionale in produzione e conservazione, era tra i più accorti e intelligenti critici gastronomici d'Italia

Era un combattente Antonio. E non perché fosse un temerario. Semplicemente aveva una dote assai rara in questi tempi tristi: l'intelligenza, che gli consentiva di compiere analisi lucide, disincantate e disinteressate. Per questo era uno dei critici enogastronomici più stimati e temuti del poliedrico universo del food.

Laureato in Chimica industriale, alle spalle una lunghissima esperienza manageriale in Italia e all’estero prima come ricercatore e poi in multinazionali del calibro di Unilever, era stato anche amministratore di PMI manifatturiere. Esperto di qualità, organizzazione aziendale, innovazione e marketing, aveva insegnato presso la Facoltà di Economia dell’Università di Sassari e coordinato decine di progetti complessi, pubblici e privati, finalizzati soprattutto alla valorizzazione dei prodotti agroalimentari di qualità ed alle tematiche ambientali e culturali. Era stato, tra l'altro, al vertice del Consorzio Mozzarella di bufala Campana di cui aveva difeso e rilanciato alla grande l'immagine dopo che il caso "Terra dei fuochi" era arrivato all'attenzione del grande pubblico (sua l'idea geniale di far analizzare la mozzarella da certificatori tedeschi - esterni e indipendenti - per dissipare ogni dubbio sulla qualità del prodotto).

Il malore

Pochi giorni fa sulla sua pagina Facebook aveva scritto un'analisi impietosa della nostra sanità: "Un malessere improvviso e il ricovero d’urgenza in Pronto Soccorso, in una realtà congestionata come Napoli e in piena estate, quando ci sono in giro anche tanti turisti. Esci così dalla routine quotidiana e fai un bagno nelle sofferenze dell’umanità, quelle a cui non pensi mai abbastanza. Ti meravigli subito della competenza e dell’impegno di medici e infermieri, come quando incontri la dr.ssa Claudia Serra dell’Ospedale S. Maria delle Grazie di Pozzuoli. Ma non puoi fare a meno di renderti conto, tu che hai speso una vita a tentare di migliorare le organizzazioni aziendali, delle condizioni in cui si lavora nel nostro scalcinato SSN.

Qui metodi e procedure, che pure esistono, sono sistematicamente ignorate da chi, in alto loco avrebbe il dovere di pretenderne e monitorarne quotidianamente l’adozione.

Basterebbe davvero poco per offrire servizi funzionanti, considerare i pazienti persone e mettere così gli operatori sanitari in condizione di essere rispettati come meriterebbero. Ma lassù se ne fregano, perché la loro unica ossessione è il budget e dei destini di operatori e pazienti non gliene frega granché. Fanno appendere in giro qualche cartello come questo, i poveri analfabeti dell’ABC delle organizzazioni".

Agli amici preoccupati per lui che lo avevano contattato aveva detto "speriamo bene", una frase che conoscendo Antonio significava che aveva capito e calcolato probabilità e possibilità. La situazione è precipitata nel corso della notte e Antonio si è spento.

Il ricordo degli amici

Stamattina una notizia che non avrei voluto ricevere,un amico,una persona perbene, un grande conoscitore del mondo del food,una persona che ha sempre creduto in me e che ho voluto molto bene, ci ha lasciato. Antonio Lucisano che la terra ti sia lieve" scrive la chef Antonella Rossi e Luciano Furia aggiunge: "Che brutta notizia. Un signore di altri tempi che guardava al futuro".

"Ancora stento a crederci. La morte improvvisa di Antonio Lucisano mi ha veramente spezzato il cuore. In un settore di “piatti vacanti”, Antonio era tra i pochi con il quale una chiacchierata poteva veramente arricchirti. Una persona perbene che aveva scelto di non fare compromessi per questo ne avevo stima. Schietto, acuto, perspicace e sopratutto competente, cosa sempre più rara. E pensare che, come spesso accade con le più grandi amicizie, anche la nostra era cominciata con uno scontro, nello specifico sul tema mozzarella di bufala, un confronto dove avevo capito che avevo di fronte un professionista veramente competente da cui potevo solo imparare. E così ad ogni nostro incontro, io, puntualmente, gli lanciavo una provocazione sul tema del momento e stavo ad ascoltare la sua versione senza interrompere. Caro Antonio, con la tua dipartita abbiamo perso un uomo di valore, che la terra ti sia lieve" dice Pino Coletti.

"Dotato di straordinaria e intuitiva intelligenza condita nella fiducia nelle possibilità costituite dalla rete e dalla sfiducia nelle persone, Antonio Lucisano si dedicò anima e corpo a ricostruire la reputazione della mozzarella di bufala in uno dei momenti più bui, quando il prodotto fu oggetto di inchieste giornalistiche televisive come emblema della crisi provocata dalla Terra dei Fuochi", scrive di lui Luciano Pignataro sul proprio blog aggiungendo "Non sarò ipocrita nascondendo le profonde divergenze che ci hanno separato nel 2017... Quel che conta è il recupero del rapporto personale, ed è importante per me in questo doloroso momento di commiato finale".

I Campi Flegrei

Originario di Reggio Calabria, Antonio Lucisano viveva da tempo immemore nei Campi Flegrei, che amava profondamente e viveva intensamente, come la sua famiglia. "Non vedo l'ora che arrivino i miei nipoti" aveva detto solo la settimana scorsa alla presentazione della nuova gelateria dell'amica Pina Molitierno, a Caserta. Antonio Lucisano mancherà a tutti

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Morto Antonio Lucisano. Salvò il nome della mozzarella di bufala quando scoppiò il caso "Terra dei Fuochi"
NapoliToday è in caricamento