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Mensa del Carmine: solidarietà e tanta fatica. Ma lo Stato dov'è?

Resta l'allarme per i tanti che in città non hanno casa e/o non hanno cibo

"La fame non fa rumore. La fame la può raccontare solo chi la soffre, ma chi la soffre non ha mai avuto voce. Allora che cos’è la fame? E’ stare in fila accalcati con la speranza di ricevere un pasto caldo o non svegliarsi più com’è accaduto ad un clochard nella notte nella nobile Galleria Umberto?": è un appello ma soprattutto una denuncia quello lanciato sui social da Gaetano Brancaccio, avvocato da sempre impegnato nel sociale e nella politica cittadina. 

"In questi giorni brutti ed amari - continua Brancaccio - l’invito è di stare a casa, ma c’è chi un tetto non ce l’ha e tanto meno un pasto caldo. In questi giorni il grido di battaglia è di stare distanti almeno un metro, ma come si può fare rispettare questo comportamento a chi ha paura di non ricevere il suo pasto caldo? Chi ha fame non guarda al metro di distanza. Al metro di distanza dovrebbero provvedere le istituzioni e non la mensa del Carmine che si fa in 4 per cucinare e distribuire cibo per ben 500 persone. Lo stato è assente"  

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