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Omaggio in Questura a Mario Bignone, eroe napoletano della lotta alla malavita morto giovanissimo

Gli verrà domani intitolata la sala riunioni in una cerimonia in suo onore

Domani 26 maggio alle 12,  presso l’ingresso della Questura di via Diaz, nello spazio antistante il sacrario dedicato ai caduti della Polizia di Stato, alla presenza del Capo della Polizia - Direttore Generale della Pubblica Sicurezza Prefetto Vittorio Pisani avrà inizio la cerimonia di intitolazione della sala riunioni della Squadra Mobile alla memoria del Primo Dirigente della Polizia di Stato Mario Bignone, investigatore dalle eccezionali qualità professionali ed umane scomparso a Palermo il 21 luglio 2010, a soli 44 anni.

La cerimonia avrà inizio con gli interventi del Questore di Napoli e della dott.ssa Giovanna Geraci, moglie del dottor Mario Bignone, seguiti dall’intervento conclusivo del Capo della Polizia - Direttore Generale della Pubblica Sicurezza Prefetto Vittorio Pisani.
La cerimonia proseguirà al quarto piano della Questura con lo scoprimento della targa commemorativa ed il taglio del nastro della “Sala Bignone” per poi concludersi con la visita della sala e la proiezione di un video dedicato alla memoria del funzionario di Polizia.

La vita di Mario Bignone

Bignone, napoletano, entrò nei ruoli della Polizia di Stato nel novembre del 1990 come allievo vice Ispettore e venne assegnato, al termine del corso di formazione, alla Squadra Mobile della Questura di Napoli; qui, alla Sezione Omicidi, svolse numerose indagini nei confronti soprattutto della cosiddetta “alleanza di Secondigliano”, conseguendo risultati di straordinaria rilevanza, inclusa la cattura di latitanti di grande pericolosità, tanto da essere promosso, nel 1999, per meriti straordinari alla qualifica di Ispettore Superiore.
Nel 2002, divenuto vice Commissario, venne poi assegnato alla Squadra Mobile della Questura di Palermo, dove ha svolto i compiti prima di funzionario addetto alla Sezione Criminalità Organizzata e poi di dirigente della Sezione Catturandi, anche qui portando a termine importanti operazioni contro “cosa nostra” e catturando, in prima persona, latitanti di assoluto rilievo, al punto da essere promosso una seconda volta per meriti straordinari, alla qualifica di Primo Dirigente.

    
 

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