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Mare Fuori insegna a dare una seconda possibilità. Confesercenti Campania lancia "Gioventù sospesa"

Iniziativa per dare lavoro ai ragazzi di Nisida e a quelli che resteranno senza reddito di cittadinanza. Al Maschio Angioino attori della serie dei record, educatori, amministratori, imprenditori e testimonial come Fabrizio Corona

La serie tv Mare Fuori era iniziata in sordina, ma le storie dei giovani in bilico tra salvezza e perdizione, amore e morte, amicizia e vendetta, errori e desiderio di una seconda possibilità, grazie anche alla credibilità dei protagonisti, hanno rapidamente conquistato il pubblico, in particolare giovani e giovanissimi, fino a farla diventare un caso. Ma, al di là degli ascolti record, complice anche Sanremo, è stato certamente quello di far riflettere tutti su ciò che significa il carcere per i giovani e spingere a studiare soluzioni possibili per contribuire a quella salvezza che da soli i ragazzi non possono raggiungere, a maggior ragione quando vengono da storie e situazioni "a rischio".

Da questa esigenza nasce la bella iniziativa di Confesercenti Campania, presieduta da Vincenzo Schiavo, che insieme con lo studio legale MGS ha chiamato a raccolta nella Sala dei Baroni, al Maschio Angioino, imprenditori, educatori, amministratori, magistrati e testimonial d'eccezione quali, appunto, sono i protagonisti della serie Mare Fuori.

Gioventù sospesa

L’incontro ha consentito agli attori coinvolti nella gestione dei minori a rischio di fare il punto sulla situazione degli istituti penitenziari minorili e porre l'accento sulla necessità di declinare le pene detentive secondo il ruolo loro assegnato dalla Costituzione: non di vendetta e rivalsa sociale, ma di riabilitazione, rieducazione e reinserimento. E Confesercenti Campania è apparsa decisa a "gettare il cuore oltre l'ostacolo", rendendosi disponibile - attraverso i propri iscritti - a creare strade lavorative e imprenditoriali per i ragazzi che dalle carceri minorili escono come anche per quelli in difficoltà, sociale ed economica.

A moderare i lavori la penalista Maria Grazia Santosuosso, titolare di MGS Studio Legale: "I minori detenuti a fine pena – spiega l’avvocato Santosuosso - sono quasi sempre uguali a quando sono entrati in carcere se non addirittura peggiorati nelle loro caratteristiche di adattamento alla società civile. Siamo convinti che sia necessario divulgare nella società un’idea diversa, quella cioè costituzionale, di pena. A Napoli esiste “Il Caffè Sospeso” cioè una consuetudine comunitaria, un'adozione sociale anonima e disinteressata dei bisogni di chi non ce la fa. Pensiamo anche per la “Gioventù”, che è un periodo così delicato della vita di ognuno, la società si debba fare carico di dare sostegno a chi ha incontrato degli ostacoli durante il percorso di crescita. Questo incontro pensiamo che sia solo l’inizio di un grande passo, non siamo qui solo per parlare, ma per dare spazio ai fatti. Sono presenti professionisti che si occupano ogni giorno di detenuti e minor, e ringraziamo vivamente Confesercenti, che porterà avanti il progetto di reinserimento o primo inserimento lavorativo per i ragazzi".

Vincenzo Schiavo, presidente Confesercenti Campania e vicepresidente Nazionale con delega al Mezzogiorno, ha sottolineato: "Questo incontro è per noi di Confesercenti solo un punto di partenza. Rappresentiamo le imprese, e in tal senso abbiamo il dovere di stare al fianco di coloro che ne hanno più bisogno. Il nostro progetto parte dai ragazzi di Nisida, ai quali intendiamo offrire una strada per il futuro dopo la detenzione. Con i nostri imprenditori faremo corsi di formazione ai ragazzi in carcere e a quelli che hanno scontato la pena, per poter dare loro un domani sicuro. Questi ragazzi hanno bisogno di formazione professionale e di avere un’opportunità dopo la detenzione. Queste opportunità intendiamo fornirgliele noi, non solo con corsi di formazione per diventare commercianti o imprenditori, non solo sostenendoli, indirizzandoli nei finanziamenti, nello start delle loro idee imprenditoriali ma anche proponendoli alle nostre aziende come dipendenti, in modo che possano, se meritevoli, essere assunti. Come del resto già accade, perché alcuni nostre aziende già hanno assunto giovani che hanno scontato la loro pena.Vogliamo dare ai ragazzi che non hanno avuto un passato sereno una possibilità di una vita diversa. Partiamo da Nisida ma poi andremo a preoccuparci anche degli altri ragazzi che perderanno il reddito di cittadinanza e avranno bisogno, anche loro, di certezze per il futuro".

Gioventù sospesa (foto A. De Cristofaro _ NapoliToday)

Chi c'era

Tra i presenti gli attori di “Mare Fuori” Antonio D’Aquino, Gaetano Migliaccio, Agostino Chiummariello e Giovanna Sannino - Carmela con la scenografa Cristina Farina e il produttore associato Francesco Pinto; il fotografo-imprenditore Fabrizio Corona, che ha portato la sua esperienza e un forte messaggio sottolineando la necessità di una riforma radicale del sistema carcerario; l'assessore alle Politiche giovanili del comune di Napoli Chiara Marciani; i consiglieri comunali Luigi Carbone e Gennaro Demetrio Papais; il garante dei detenuti in Campania Samuele Ciambriello; il direttore dell'Istituto penitenziario Minorile di Nisida Gianluca Guida; l’attrice e cantante Anna Capasso; il magistrato Nicola Russo; la docente di Diritto minorile presso l’Università Federico II Clelia Iasevoli; il consigliere dell’Ordine degli avvocati di Napoli Hilarry Sedu; il segretario dell'associazione “Nessuno tocchi Caino” Sergio D’Elia; l'avvocato penalista Cristina Morrone e tantissimi altri.

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