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Attualità San Giuseppe / Piazza Dante

"Difendiamo l’umanità", presidio a piazza Dante contro le stragi di migranti

Iniziativa dell'associazione antirazzista interetnica "3 Febbraio"

"Una delle più grandi tragedie avvenute nel mar Mediterraneo", è così che l'associazione antirazzista interetnica "3 Febbraio" definisce il dramma avvenuto a largo della Grecia, dove una barca con a bordo 700 migranti è affondata. Perché finiscano queste stragi, l'associazione ha organizzato un presidio a Napoli, che si terrà in piazza Dante
venerdì 23 giugno alle ore 17. Una manifestazione "contro le frontiere, per la libera circolazione" e per la "piena accoglienza per tutti i profughi e immigrati".

Questo il comunicato dell'associazione: "I pericoli di chi emigra crescono di giorno in giorno e a essere minacciata è sempre di più la vita. Si fugge da guerre e miserie, pandemie e siccità e purtroppo non si riesce a trovare scampo in nessun luogo. A causa di frontiere e leggi razziste gli stati, tutti, condannano a morte le persone: impedendo i soccorsi delle Ong e non inviandone di propri. In Grecia, in questa ultima strage, hanno lasciato morire in mare circa 700 persone, tra cui un centinaio di bambini, a detta dei sopravvissuti. Parliamo di una delle più grandi tragedie avvenute nel mar Mediterraneo. Così è stato a Cutro qualche mese fa dove di fronte alle coste della Calabria sono morte per mancanza di soccorso oltre 100 persone. È così ogni giorno e le notizie giungono solo grazie ad associazioni che informano e al coraggio dei sopravvissuti. Non c’è luogo dove, a causa di frontiere e muri, non avvengano tragedie. Tanta cattiveria contro chi cerca di salvarsi emigrando è possibile anche a causa dell’indifferenza della gente normale, di chi si volta dall’altro lato e non si chiede il perché dei viaggi e dei bisogni di chi li compie. La disumanità di chi governa inoltre alimenta un razzismo quotidiano che spesso diviene criminale. È stato il caso di Frederick Awasi Adofo, un uomo del Ghana, un uomo buono a detta di tutti coloro che lo conoscevano, che a Pomigliano d’Arco (NA) è stato selvaggiamente picchiato a morte da due 16enni. Siamo vicini agli amici di Frederick, ai suoi cari, e tutte le persone di buona volontà che si stanno mobilitando per testimoniare la propria solidarietà e vicinanza umana. Di fronte a tutto ciò non possiamo restare in silenzio, abbiamo il dovere umano e la responsabilità di reagire, denunciare le violenze e il razzismo e sollecitare unione nelle persone che hanno a cuore l’umanità".

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