Sabato, 23 Ottobre 2021
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Sanità, l'allarme del 118 a Napoli: "Non possiamo garantire l'attività di assistenza"

A denunciare la situazione di forti carenze di personale è Giuseppe Galano, direttore del 118 di Napoli

Giuseppe Galano, direttore del 118 di Napoli, ha inviato una preoccupata missiva al direttore generale dell'Asl Napoli 1 Ciro Verdoliva e al direttore Sanitario Maria Corvino: in città c'è la "concreta possibilità di non poter continuare a garantire in futuro le odierne attività di questa Unità Operativa complessa del 118, rendendo impossibile anche il doveroso rispetto del periodo feriale nel periodo estivo, mettendo allo stremo il personale tutto".

Galano sottolinea di esser stato costretto "a sospendere momentaneamente la Postazione di Piazza Nazionale e a demedicalizzare la Postazione Chiatamone, inoltre mi appresto a ritirare il Personale ASL (Infermiere e Autista) dalla Postazione Ferrovia, che sarà sostituito da Personale C.R.I., che comporterà la soppressione di un'altra postazione Croce Rossa Incurabili, per permettere il parziale recupero delle risorse umane e continuare a garantire l'unica Postazione Ferrovia medicalizzata da CRI".

C'è carenza di ambulanze anche perché sono garantite presso i centri vaccinali di Mostra D'Oltremare, Stazione Marittima, Fagianeria di Capodimonte e Drive in Frullone. Così come sono garantite per le attività vaccinali a domicilio, per il trasporto di pazienti soggetti a terapia con Ab-monoclonali. La preoccupazione è che non si possano assolvere i doveri con la dovuta efficacia vista la carenza di organico.

"Devo segnalare un ultimo accadimento che porterà forse irrimediabilmente il 118 a non poter più assolvere la sua funzione, mi riferisco al recente volontario trasferimento dei medici del 118 verso la Medicina Generale e/o la Continuità Assistenziale, avvenuto il 14/15 luglio u.s., indotto dal burn out provocato anche dalla pandemia e in parte dalle ultime vicende contrattuali, che hanno portato a revocare la loro indennità di rischio, con la richiesta di recupero delle somme degli ultimi dieci anni. La carenza è stata in parte risolta da questa azienda con una quota considerevole di lavoro straordinario e attività libero professionale (Alpi). Queste criticità, insieme alle gravissime e continue soppressioni di postazioni 118 da parte dell'appaltatore CRI comporta una concreta impossibilità di soddisfare con la dovuta tempestività tutte le chiamate di soccorso, con serissimi ripercussioni sui L.E.A. Ritengo che il 118 e soprattutto la cittadinanza non possano più sopportare queste carenze, nel contempo si invoca doverosamente, ancora una volta, la massima attenzione e il ripristino della dotazione organica per colmare i fabbisogni di questa struttura e scongiurare il rischio concreto di non poter continuare ad assicurare in futuro i L.E.A. e tutti i servizi svolti da questa Unità Operativa Complessa con l'ordinaria doverosa efficienza ed efficacia".

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