Venerdì, 22 Ottobre 2021
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“Elimino l’Iva sugli assorbenti": intervista al farmacista napoletano autore dell’iniziativa

“La mia non è una promozione, né un’iniziativa temporanea per attirare clienti, ma un atto dovuto nei confronti delle donne. Questo prodotto dovrebbe rientrare nella categoria “beni di prima necessità". Le dichiarazioni di Francesco Segreto

Francesco Segreto è il titolare della farmacia napoletana omonima, sita nel quartiere Vomero. In un video pubblicato sul suo profilo Facebook, diventato virale in pochissime ore, ha annunciato di abolire l’Iva al 22% su tutti gli assorbenti in vendita. “Non si tratta di una promozione - chiarisce il titolare -, né di un’iniziativa temporanea per attirare clienti, ma di un atto dovuto nei confronti delle donne, perchè il ciclo non è un lusso”.

Qualche giorno fa - spiega Francesco a NapoliToday - stavo navigando sul web quando mi sono imbattuto in una promozione temporanea di un gruppo di farmacie di Firenze che pubblicizzava la vendita di assorbenti di alcuni brand senza l’Iva. A quel punto, la domanda è sorta spontanea: “Ma come è possibile che sugli assorbenti ci sia un’Iva così alta, al 22%?”. Così mi sono messo a fare qualche ricerca e ho scoperto che dal 1973 (anno cui è stata introdotta l’imposta sugli assorbenti femminili) l’Iva è sempre aumentata, e nessuno mai, in Italia, ha pensato di considerare questo prodotto un bene “necessario”, “primario”. In Scozia gli assorbenti sono gratuiti, in Inghilterra hanno abbassato l’Iva dal 17% al 5%, in Spagna si sta per votare una legge che abbasserà l’Iva al 5%. Mi auguro che prima o poi anche in Italia si prendano provvedimenti di questo tipo. Pagare il 22% di Iva è ancora più assurdo se pensiamo che in Italia i francobolli da collezione hanno l'Iva al 10%, il tartufo di Alba e le auto al 4% (questo significa che sono rientrati nella categoria "prodotti di prima necessità"). La mia non è una promozione - ci tengo a ripeterlo -, ma un gesto dovuto nei confronti delle donne. L’Iva sugli assorbenti non dovrebbe esistere, questo prodotto dovrebbe essere gratuito. Nella mia farmacia, il 90% dei miei dipendenti è donna, ho tre figlie femmine e tantissime amiche.. sono circondato da donne. Mi sono immedesimato in loro e ho sentito il dovere di compiere questo gesto”.

“Ovviamente - prosegue Francesco -, applicando uno sconto del 22% sugli assorbenti, sono io a farmi carico dell'imposta, la pagherò di tasca mia. Di certo non sarà questa spesa a portarmi sul lastrico. E' un gesto che mi sento di compiere. Ho scelto di pagare l’Iva sugli assorbenti di tutti i brand, e se non ho disponibili quelli di una determinata marca, la cliente può comunque ordinarli da me e pagarli senza la tassa. Gli assorbenti dovrebbero essere gratuiti, lo Stato dovrebbe regalarli, almeno il modello base. In Italia, invece, vengono considerati un bene di lusso.. è assurdo!”. “E’ calcolato - continua Francesco - , che una donna, in media, avrà il ciclo per circa 40 anni, con una media di 13 cicli all’anno, e con un consumo medio di 4 pacchi al mese e una spesa media di 5 euro a pacco: ogni donna va, quindi, incontro a una spesa media di 128 euro all’anno. Su questo prodotto, solo di Iva lo Stato incassa 75 milioni. Se lo Stato italiano - conclude il titolare - non può permettersi di regalare gli assorbenti, almeno riducesse la tassa”.

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