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Video Capodimonte, Andrea Sannino: "Mi hanno definito neomelodico per offendermi"

L'intervista di NapoliToday all'artista: "Con Voglia il mio intento è quello di fare musica bella, sana, che parli di contenuti e di principi che ci fanno bene al cuore, come l’amore"

Si intitola "Voglia" il nuovo singolo di Andrea Sannino, il cantautore napoletano ribattezzato "Mr. Abbracciame", dal nome del suo celebre brano. Sannino, che negli scorsi mesi ha vissuto sia l’esperienza del Covid che la gioia per la nascita della seconda figlia, ha firmato il brano con il pianista e compositore Mauro Spenillo e con il chitarrista e compositore Pippo Seno.

NapoliToday lo ha intervistato, chiedendogli anche un commento sulla polemica che in questi giorni lo ha coinvolto. Proprio il video di “Voglia”, infatti, girato al Museo di Capodimonte, è diventato oggetto di bersaglio di diversi critici d’arte.

Andrea, qual è il messaggio che vuoi lasciare con “Voglia”?

Il primo è legato alla canzone. Il nostro primo intento è quello di fare musica bella, sana, che parlasse di contenuti e di principi che ci fanno bene al cuore, come l’amore. Soprattutto in questo periodo in cui si fomenta tanto odio, l’amore placa un po’ gli animi delle persone. Il secondo obiettivo, legato al video, era quello di interpretare l’amore come un’opera d’arte, come un bene prezioso, e come tale va protetto metaforicamente in un museo.

Da qui l’idea degli sceneggiatori e dei registi di girarlo nel bellissimo Museo di Capodimonte, con l’avallo del direttore Bellenger, della Municipalità e dell’Assessorato alla Cultura con il quale abbiamo anche promosso una campagna di sensibilizzazione per la riapertura dei musei nei week-end. Perché la crisi della pandemia ha colpito sì la musica, ma anche cinema, musei.

Spero, quindi, che questo video sia riuscito ad incuriosire quelle tante persone che non hanno, magari, una passione per l’arte e domani vanno a visitare il Museo di Capodimonte e Caravaggio.

Si è innescata una polemica assurda sul video girato a Capodimonte. Come hai reagito e come senti di dover replicare?

La polemica l’hanno fatta due persone che stimo tantissimo perché sono esperti d’arte e quindi ne sanno più di me. Rispetto la loro critica. Noi facciamo un lavoro dove ci sono i complimenti e le critiche che, però, devono essere dettate da un sano principio. Poco c’entra, invece, il fatto di avermi messo in mezzo con appellativi dispregiativi, quali “neomelodico” che in quel caso è stato usato solo per offendere.

Questa è la cosa che mi ha dato fastidio. Ma che il video non piaccia a qualcuno ci può stare. Anzi, in un post, ho chiesto scusa a chi si è sentito offeso. Poi ho capito dal web che gli offesi erano solo due. Ci sono migliaia di messaggi, di articoli, anche di esperti come ad esempio Silvio Salvi che è un guru della comunicazione di Torino e gestisce una delle associazioni d’arte più importanti d’Italia, ed ha ritrovato questa idea geniale.

Quindi, fa strano che uno di Torino faccia i complimenti e magari un ex direttore di un museo napoletano trovi assurda la vicenda. Io mi godo i complimenti, invece, delle persone che mi hanno detto: “Guarda troppo belle queste opere, non le conoscevo”.

Chi pensa che l’arte sia per pochi eletti forse si sbaglia. Io non ho preso parte alla polemica. Fino a quando si parla d’arte accetto tutto, ma quando si parla di cose che non conoscono non ci sto. Mi chiamano neomelodico, secondo quella che è la loro definizione di neomelodico, intendendo quello che, magari, va sotto al Caravaggio con il mitra a inneggiare la camorra.

Come hai vissuto l’esclusione da Sanremo 2021?

Molto serenamente. Non vorrei essere nei panni del direttore artistico che su tipo 400 canzoni ne deve scegliere 20. Non ci si può rimanere male per Sanremo che, però, resta un sogno e quindi ci riproveremo.Ovviamente, però, mi sono fatto portavoce del fatto che non può essere esclusa la lingua napoletana da un festival importante come questo che rappresenta l’Italia nel mondo, proprio come la lingua napoletana.

Non la vedo una cosa fuori contesto o fuori luogo. Gli italiani d’America, ad esempio, sono sicuro che quando pensano all’Italia pensano alla canzone napoletana. Fa strano che proprio la nostra lingua – avrebbero potuto scegliere anche un altro artista – non ci sarà.

Come hai vissuto, invece, la positività al Covid?

E’ stata una brutta cosa. Ti ritrovi davanti a qualcosa che non conosci bene, soprattutto io che l’ho preso ad inizio ottobre, quando stava iniziando la seconda ondata. Vivi con la paura di dover affrontare cure ospedaliere che, però, nel mio caso non sono state necessarie. Sono stato in quarantena a casa, privandomi dell’abbraccio della mia famiglia.

Psicologicamente è stata dura, però mi sono sentito anche un fortunato perché invece sono tantissime le persone finite in ospedale e nel peggiore dei casi, addirittura, ci lasciano la vita. Non si scherza, non bisogna abbassare la guardia, soprattutto ora che siamo in piena terza ondata. Purtroppo è una guerra e come tutte le guerre non poteva finire in un anno, ma ce la porteremo ancora per un po’.

Però è arrivata anche una grande gioia: la nascita di Alessandro

Alessandro mi ha regalato una nuova gioia perché era tanto desiderato: io amo la famiglia numerosa, così come mia moglie. E lui fortunatamente, nascendo ad inizio 2021, ha fatto dimenticare in un attimo tutto quello che di brutto c’è stato nel 2020.

Come ti sei sentito nel diventare “simbolo”, con il brano “Abbracciame”, durante il primo lockdown?

Mi piace di più pensare che io sia stato la “colonna sonora”. I simboli sono stati altri. Ho un estremo rispetto dei medici, degli infermieri, operatori del 118 che in realtà hanno rischiato molto più di me. Mi sono goduto questo grande successo stando comodamente a casa, mentre loro sono scesi in trincea per combattere contro un virus sconosciuto.

Io sono onorato di aver alleviato, in un certo senso, la depressione generale che c’era nelle persone costrette a restare in casa. Se cantare è servito a curare le anime, questo me lo porto come un grande onore.

A cosa stai lavorando? Quali nuovi progetti devono aspettarsi i tuoi fans?

L’obiettivo, già congelato una volta per tutto quello che è successo nel 2020, è un nuovo album. Ci sembrava giusto uscire con un nuovo album, dall’ultimo del 2018. Sono uscite già due singoli, uno a maggio l’altro è “Voglia”, che ritroveremo in questo album che è in preparazione. Non abbiamo date certe, però, anche perché va associato un tour che, in questo momento, è difficile da organizzare.

Lanciare un album e poi restiamo tutti a casa, con musicisti e tecnici, non la vedo una cosa giusta. Speriamo di avere novità importanti dopo questo Dpcm di marzo. Speriamo di darci belle notizie soprattutto per gli operai dello spettacolo che sono ormai fermi da troppo tempo.

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