Attualità

Green pass, per baby sitter e badanti nessun obbligo: "Impensabile far entrare in casa i non vaccinati"

La denuncia di una mamma

Con il ritorno dalle vacanze e la ripresa del lavoro, è arrivato anche il momento, per molte famiglie, di cercare una nuova baby sitter per i propri figli o una colf che si occupi delle pulizie di casa. A differenza dei docenti e del personale ATA, per questa categoria professionale non esiste alcun obbligo di vaccinazione né di esibire il Green pass ai datori di lavoro. “La situazione sembra alquanto assurda, c’è un vuoto normativo!” denuncia Laura, una mamma napoletana. “L’altro giorno - racconta Laura a NapoliToday - mi sono recata presso un’agenzia di selezione e gestione di personale per lavori domestici, per richiedere una colf che mi potesse aiutare con la mia bambina e le pulizie di casa. L’agenzia ha selezionato il profilo più idoneo in base alle mie esigenze e me lo ha proposto. A quel punto la domanda è sorta spontanea: “E’ in possesso del Green pass, vero?”. La signorina dell'agenzia che ha raccolto le mie richieste, mi ha guardato e detto: “Signora, purtroppo, per legge non possiamo chiedere il Green pass al nostro personale, non possiamo, quindi, garantirle che la colf selezionata si sia vaccinata. Siamo in difficoltà anche noi, perchè non possiamo offrire le garanzie che vorremmo ai nostri clienti, ma è la legge italiana a non essersi espressa a riguardo, non è una nostra scelta”.

Per la legge sulla privacy nessun datore di lavoro può richiedere ai propri dipendenti se si sono sottoposti alla vaccinazione anti-Covid, a meno che non sia la stessa a prevederlo nel caso specifico. Nel settore del lavoro domestico non esiste, ad oggi, una legge che obblighi i lavoratori che svolgono il servizio domestico (baby sitter, colf, badanti) a sottoporsi al vaccino anti-Covid e ad esibire il Green Pass per poter svolgere l'attività. Un vuoto, una zona grigia che rischia di aggravare situazioni già molto delicate, soprattutto se si pensa che questa categoria professionale lavora a stretto contatto, non solo con bambini, ma anche con anziani e soggetti fragili. Tra i lavoratori domestici censiti dall’Inps (circa 2 milioni), 437mila prestano assistenza ad anziani e a persone non autosufficienti, per età o per patologia, anche in regime di convivenza.

“Il problema - dichiara il Sottosegretario alla Salute, Andrea Costa - è che la questione riguarda un rapporto tra privati, quindi non è facile da gestire”. Sul delicato tema si è espresso anche Andrea Zini, Presidente di Assindatcolf (Associazione dei datori di lavoro domestico): “La nostra posizione su Green pass e vaccini è abbastanza netta. In caso di rapporto diretto, non intermediato da agenzie, le famiglie hanno tutto il diritto di pretendere la vaccinazione anti-Covid dal lavoratore da assumere o da quello già in servizio, vista la tipologia delle mansioni svolte e i rischi specifici che possono derivare per il datore e per i suoi familiari. Altrimenti - prosegue Zini -, se il lavoratore non vuole vaccinarsi o rinnovare il Green pass quando necessario, nel settore domestico è possibile sciogliere il rapporto di lavoro in modo libero, senza alcuna giustificazione”. 

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Green pass, per baby sitter e badanti nessun obbligo: "Impensabile far entrare in casa i non vaccinati"

NapoliToday è in caricamento