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Giornata della Memoria, tante le iniziative a Napoli: la città che non dimentica

Una giornata ricca di eventi e ricordi in occasione della ricorrenza internazionale in memoria delle vittime dell'Olocausto

Sono tante le iniziative in programma quest'oggi a Napoli in occasione della Giornata della Memoria, la ricorrenza internazionale, celebrata il 27 gennaio di ogni anno, come giornata per commemorare le vittime dell'Olocausto. 

Alle 10.00 il sindaco Gaetano Manfredi deporrà una corona di fiori in ricordo di Luciana Pacifici, vittima delle leggi razziali, nell'omonima strada nella zona del Borgo Orefici. Sarà presente anche una delegazione del Comitato provinciale di Napoli dell'ANPI.

Alle ore 10.30, su iniziativa della commissione Cultura del Consiglio comunale di Napoli, presso la Sala dei Baroni del Maschio Angioino si terrà l’evento “L’Olocausto spiegato ai ragazzi”.

Nel corso dell’incontro, lo scrittore Alfredo Pezone e l’artista Christophe Mourey narreranno con racconti e illustrazioni l’antisemitismo tra Roma e Napoli negli anni ’40. Interverranno l’assessora all’istruzione Maura Striano, la presidente del Consiglio comunale di Napoli Vincenza Amato, il presidente della commissione Cultura Luigi Carbone e il presidente della Municipalità II Roberto Marino.

Alle 13.30 l'appuntamento nella zona nord di Napoli per la sostituzione del toponimo di piazza della Milizia in piazza Edith Stein, monaca cristiane e filosofa, vittima della Shoah. Saranno presenti il sindaco Gaetano Manfredi ed il presidente della Municipalità 7 Antonio Troiano.

Alle ore 18.00, presso il Teatro di Corte del Palazzo Reale di Napoli si terrà un concerto dal titolo "La storia di Brundibar", eseguito dal Coro di Voci Bianche del Teatro di San Carlo, diretto da Stefania Rinaldi.

Lo spettacolo è dedicato alla memoria dei bambini ebrei deportati nel ghetto di Terezìn (Repubblica Ceca) protagonisti, nel 1944, di una piccola partitura per Voci Bianche: Brundibar di Hans Krasa. Attraverso il racconto di un superstite, Paul Aron Sandfort (che allora aveva 13 anni e suonava la tromba ed eseguì l'operina con altri quaranta bambini delle sua età) ed un ricordo della senatrice Liliana Segre, si comprende come i nazisti volessero far credere al mondo intero che in quel campo di smistamento, i bambini erano portati per essere “educati”.

Brundibár narra la storia di Pepicek e Anika, due ragazzi orfani di padre che, per acquistare il latte per la madre ammalata, decidono di esibirsi in canzoni e danze, imitando Brundibàr, suonatore di organetto ambulante malvagio e violento, che cerca di asservirli e rubare loro i guadagni. Lo spettacolo fu rappresentato nel campo di concentramento a 80 chilometri da Praga, per 55 volte, fino all’aprile del 1945, ma ogni volta con nuovi giovani interpreti. Infatti, appena giungevano nuovi bambini quelli presenti potevano partire… per Auschwitz.

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