Spot delle polemiche, parla Giorgio Mastrota: "Mi hanno frainteso"

"I neoborbonici devono ricredersi", spiega il conduttore di televendite. "Il Mastrota della serie non sono io: anche se interpreto me stesso, lui è cattivo"

Giorgio Mastrota

Dopo le tante polemiche per lo spot di "Romolo + Giuly. La guerra mondiale italiana", Giorgio Mastrota si espone finalmente in prima persona e racconta la sua verità.

Al Mattino, il popolare conduttore di televendite spiega: "I neoborbonici devono ricredersi. Hanno frainteso. Il Mastrota della serie non sono io: anche se interpreto me stesso, lui è cattivo. È capace di fare le peggio cose pur di conquistare Roma e quindi odia tutti. Io non sono così e poi sono figlio di un calabrese che ha fatto il liceo a Napoli mentre mia madre è veneziana. Sono un mezzosangue, mia madre mi prepara ancora la polenta bianca e mio padre ha sempre tifato Cosenza e Napoli".

Fortunato Cerlino: "Interpretava il suo personaggio"

Insomma, un fraintendimento: quello dello spot (in cui rimarcava "la spazzatura di Napoli e le passerelle di Milano") era semplicemente il personaggio che interpreta nella serie, nulla di più, come del resto aveva rimarcato anche il suo collega di set Fortunato Cerlino alcuni giorni fa.

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Mastrota racconta di essere poco "social", lontano da certe cose e certe polemiche. "Non sono attivo su Facebook e non amo i social, ho solo il pollice su Instagram. Credo che sia un mondo che si brucerà velocemente, ora siamo in una parabola ascendente ma ci sarà un ritorno alle cose semplici della vita. Può essere divertente essere social ma mostrarsi troppo non lo è mai. Ho 4 figli, potrei con facilità acquisire del pubblico in più sui miei profili ma a me non piace e quindi eccovi il pollice".

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Mastrota scherza anche sulla proposta di de Magistris di coniare una moneta napoletana: "Vi rispondo come il Mastrota della serie: don Alfonso, quando noi milanesi insieme a voi napoletani conquisteremo tutta l'Italia, voi dovrete e potrete coniare la vostra moneta, la moneta borbonica, e così sarà".

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