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Gigi D'Alessio: "Girare a Napoli con Mario Merola era come passeggiare a New York con Sinatra"

"Ogni notte mi addormentavo con Baglioni nelle cuffie. Con Pino Daniele rapporto turbolento"

Gigi D’Alessio rivela alcuni aspetti importanti della propria carriera e delle sue esperienze d'amore in una intervista al Corriere della Sera. 

L'idolo

“Ogni notte mi addormentavo con le cuffie e le canzoni di Claudio Baglioni nell’orecchio, poi arrivava mamma a spegnere lo stereo. Ero in fissa, compravo pure le camicie di jeans come la sua. A un concerto mi infilai dietro le quinte, scambiandomi per un tecnico, mi chiesero di portargli il microfono, a momenti collassavo per l’emozione. Oggi siamo amici, cantiamo o spesso mangiamo insieme, ci divertiamo”.

Il rapporto turbolento con Pino Daniele

"Ce ne siamo dette di tutti i colori, è stato un rapporto turbolento. Eppure eravamo nati a venti metri di distanza nel quartiere Santa Chiara, i nostri genitori giocavano a carte insieme. Avevamo pure la stessa casa discografica, però non eravamo amici. Finché un giorno, nel 2008, Pino mi telefonò: “Prima ca’ ci amma appiccicare, ci vulimme conoscere?”. E poi mi invitò al suo concerto. Mai preso tanti fischi come quella sera. Però da allora non ci siamo più persi, spesso passava il Natale a casa mia, tra risate e bicchieri di vino”.

Mario Merola l'uomo più buono del mondo

“Un personaggio unico, di grande carisma, eravamo come padre e figlio. Un pezzo di pane, l’uomo più buono al mondo, anche se nei film faceva il cattivo, il guappo, il carcerato, il mammasantissima. Girare a Napoli con lui era come passeggiare a New York con Sinatra. 'Se scrivo una canzone per voi, gli proposi, la cantereste con me?. “Perché guagliò, tu saje pure cantà?'. Il duetto, che infilai nel mio primo disco, si chiamava Cient’anne. Appena uscì, in tre ore a Napoli era diventato come Yesterday dei Beatles. E quando al mio debutto in concerto, nel 1993, al teatro Arcobaleno di Secondigliano, vidi i bagarini davanti all’ingresso, capii che era successo qualcosa di bello".

Il rapporto con Anna Tatangelo

"Abbiamo un figlio insieme. Le storie cominciano e finiscono, oggi sono felice, lo auguro anche a lei. No, non provo amarezza, è così che va la vita. Il primo l’ho avuto a 19, il quinto a 54, un’emozione straordinaria, spero di avere tutto il tempo di vederlo crescere. Ogni figlio è diverso, ma stanno tutti qui, nello stesso cuore”.

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