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Maurizio de Giovanni: “Il successo di Ricciardi? Non è merito mio ma di Napoli che mi racconta le sue storie”

Lo scrittore napoletano presenta con il team della Bonelli e della Comix ‘Vipera’, il volume a fumetti tratto da Il Commissario Ricciardi da questa settimana in libreria

Dopo il boom di ascolti della serie tv, la passione per Il Commissario Ricciardi continua con i fumetti pubblicati da Sergio Bonelli Editore, iniziativa nata prima ancora che la serie televisiva interpretata da Lino Guanciale fosse in cantiere. Questa settimana esce in libreria e fumetteria Vipera, su soggetto dello stesso Maurizio de Giovanni, sceneggiato da Sergio Brancato e disegnato da Lucilla Stellato.

La trasposizione dei romanzi di de Giovanni in graphic novel è cominciata nel 2017 in sinergia con la Scuola Italiana di Comix e ha contribuito a far crescere il mito del commissario Ricciardi e dei personaggi che gli gravitano attorno. Quando anni fa la Bonelli ha proposto il progetto allo scrittore, lui ha preteso solo una cosa: che a realizzarlo fossero fumettisti campani. Così è stato, mettendo in luce i talenti partenopei che eccellono anche nella nona arte che con il rigore e la creatività aprono un ulteriore squarcio all’universo immaginato da de Giovanni in quella Napoli degli anni ’30.

 “Il mio è uno sguardo di uno spettatore incantato. L’arte di Lucilla Stellato, di Sergio Brancato e di tutti coloro che partecipano a questa meravigliosa operazione è incantevole ma rigorosissima. È stato fatto un lavoro enorme” racconta Maurizio de Giovanni durante la presentazione del volume via streaming. 

Nei fumetti tratti da Ricciardi c’è un grande lavoro filologico di ricerca per fare una fedele ricostruzione che ha ispirato anche la serie tv. “Vipera è il primo volume a fumetti pubblicato subito dopo la fiction televisiva e posso garantire che la serie tv ha trovato una fonte fondamentale nei fumetti. Lo stesso regista, Alessandro D’Alatri, non ha fatto mistero di questo. Per esempio rendere gli occhi dei fantasmi completamente bianchi è presa dai fumetti, dando alla serie un potente impatto visivo. Così come il modo di muoversi di Ricciardi indossando il suo trench.  Sono tutti dettagli dati dai fumetti e la produzione televisiva ne ha tenuto conto. Questo perché il lavoro fatto dalla squadra delle graphic novel ha un valore immenso. Io sono davvero orgoglioso di ciò che fa il team della Bonelli e della Comix di Napoli” commenta de Giovanni

L’intuizione di Maurizio de Giovanni nel ricreare in modo così visivo quelle atmosfere facilita il fumetto che fa da ponte ideale tra la parola scritta e le sequenze in movimento. Il linguaggio dei film tv e quello usato nei fumetti nella loro diversità nel raccontare la stessa storia sono uniti dalla materia originale dei romanzi ricchi di personaggi caratterizzati e di suggestioni. 

La storia di Vipera: dalla tv al fumetto

Gli amanti della serie tv già conoscono la storia di Vipera ambientata nella Pasqua del 1932. Siamo in una ‘casa chiusa’, dal nome evocativo di ‘Paradiso’, dove viene trovata morta Maria Rosaria Cennamo detta Vipera, considerata dai suoi clienti la più bella prostituta della città. A indagare è come sempre il commissario Luigi Alfredo Ricciardi accompagnato dal fidato brigadiere Maione. 

Vipera rappresenta un passo in avanti rispetto ai precedenti quattro volumi della collezione dedicata a Ricciardi con una maggiore consapevolezza nel maneggiare la materia sia dal punto di vista grafico che narrativo. 

“Fin dalle prime sceneggiature che abbiamo adattato siamo stati fedeli ai romanzi di Maurizio. Con gli altri sceneggiatori abbiamo messo in piedi un meccanismo che ci permettesse di elaborare le sue storie in modo che rispettasse il ritmo e le trame dati da lui. Un metodo che agevola il lavoro che abbiamo fatto con Vipera e con i futuri volumi” spiega lo sceneggiatore Sergio Brancato e rivela “Abbiamo iniziato a lavorare su elaborazioni più creative dei racconti di de Giovanni. Proprio con lui c’è venuto in mente una storia che narrasse il passato del Dottor Modo che nei romanzi è solo accennato. Con Maurizio ci siamo molto divertiti nell’approfondire la vita di Modo, le sue ferite che lo portano a essere un solitario e del perché vive con disincanto il rapporto con le donne”. 

Maurizio de Giovanni non ha dubbi che il legame tra i suoi libri e i fumetti del ciclo de Il Commissario Ricciardi sia strettissimo basandosi entrambi su una fantasia non limitata dalla realtà o dalle esigenze dei costi imposti una produzione cinematografica e televisiva. “La graphic novel è molto più connaturata con la narrazione dei libri. Per me Modo assomiglia a Vittorio De Sica. È quel tipo di uomo lì. Cosa che dal punto di vista televisivo non è possibile fare. Enrico Ianniello è stato bravissimo nell’interpretarlo ma è diverso dal mio immaginario, cosa che, invece, è stato possibile riprodurre fedelmente nei fumetti. Sergio Brancato e gli altri sceneggiatori dei volumi dei fumetti sono diventati co-autori di Ricciardi, aprendo territori narrativi futuri sulle storie dei personaggi che ho solo sottinteso” dichiara de Giovanni.

Gli universi narrativi di Maurizio de Giovanni visti da Bonelli

Fin dall’inizio, a curare e a coordinare per la Bonelli i volumi tratte da Il Commissario Ricciardi è Luca Crovi, il quale anticipa che l’universo de Giovanni è in continua espansione. Mentre è atteso per giugno ‘In fondo al tuo cuore’ che continua a le avventure dell’amato commissario che ha fatto impazzire milioni di telespettatori che non hanno mai letto romanzi e fumetti, è stato ideato un magazine che uscirà a maggio e che approfondisce le vite degli altri personaggi con spunti dati da de Giovanni. Lo scopo del magazine creata dalla Bonelli è di lavorare alle sottotrame interessanti che rischiavano di restare schiacciate da quelle principali. Un progetto che i lettori hanno apprezzato molto.

Se i fan de I Bastardi di Pizzofalcone pensano di essere trascurati sono in errore: all’interno del magazine di maggio ci sarà anche una storia basata sui Bastardi estratta da Gelo.

“Il brutto della scrittura è che è un’attività solitaria. Di questi tempi, poi, si avverte di più perché sono venute meno la fisicità delle presentazioni. Quando si lavora con i fumetti si diventa parte di una squadra. Quando ho scritto gli ultimi romanzi di Ricciardi già la Bonelli era a lavoro sulle graphic novel. Avevo in mente i disegni delle tavole influenzandomi, soprattutto, per quanto riguarda l’illuminazione: le luci e le ombre sono così vivide da entrare a far parte della scrittura. La luminosità delle tavole è entrata nella mia scrittura, rafforzando ancora di più il rapporto biunivoco tra libri e fumetto” confessa lo scrittore napoletano grande appassionato di fumetti.

Ricciardi, I Bastardi di Pizzofalcone e la scrittura di De Giovanni

Maurizio de Giovanni è entusiasta di questa collaborazione con la Bonelli che continua con l’adattamento fumettistico de I Bastardi di Pizzofalcone con i personaggi raffigurati come creature antropomorfe, destinata a resistere nel tempo vedendo il coinvolgimento dei collezionisti.

Le trasposizioni di Il Commissario Ricciardi e de I Bastardi di Pizzofalcone confermano il successo di Maurizio de Giovanni, creatore di figure che funzionano in tutti i linguaggi. 

Una popolarità sempre più in crescita ma che per de Giovanni è solo merito della città di Napoli: “Io non ho mai raccontato me stesso. Io racconto semplicemente le storie degli altri che sono bellissime e dolenti. Fare questo significa ascoltare le storie della città, per poi, a mia volta, raccontarle. C’è una derivazione diretta tra Napoli e le mie storie. Sarei felice di prendermi il merito per la mia inventiva, ma non è vero, io scrivo solo le storie che mi racconta Napoli, ecco perché è così facile comprenderle ed entrarci dentro. C’è un’attitudine a commuoversi e a emozionarsi per le storie che questa città racconta. Mi godo il successo ma io non ho meriti, sono solo fortunato di essere napoletano”.

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