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Franco Ricciardi canta per i detenuti di Secondigliano: "La musica ci rende uguali"

Una grande emozione per tutti

Franco Ricciardi canta al carcere di Secondigliano e si commuove sulle note di "Ajere" e mentre ricorda alla platea di detenuti le sue origini. "Ho sempre pensato che per chi fa musica siano questi i momenti più importanti, quando riusciamo a portare un sorriso ed una speranza con una canzone - dichiara l'arista napoletano dal palco situato nel carcere di Secondigliano. Circa 100 i detenuti presenti, tra di essi c'erano anche una ventina delle detenute della Casa Circondariale Femminile di Pozzuoli, trasferite provvisoriamente a Secondigliano in seguito all'emergenza bradisismo.

" La fotografia di questo concerto che porterò sempre con me è stato quando, dal palco, ho visto i detenuti, le guardie penitenziarie ed il vicedirettore del carcere tutti insieme a cantare e a ballare! È stato bellissimo, porterò nel cuore questo momento per sempre. Ecco cosa fa la musica, ci rende uguali! - aggiunge Franco. Più di un'ora di concerto, l'apertura affidata a Madama blu, poi Prumesse Mancate, Treno. L'artista napoletano ha ripercorso i suoi trent'anni e più di carriera rispolverando i suoi più grandi successi. Parlame, Primmavera " Siamo venuti a portare musica dove non c'è- ha detto l'artista ai detenuti- non credete mai a chi dice che non potete farcela solo perché siete della periferia, inseguite i vostri sogni!".

Un'esplosione di gioia quando con 167, la nota canzone dedicata a Scampia, il quartiere dove Franco è cresciuto. " Lo sapete ovunque vado porto il nome di Secondigliano, e lo farò sempre. Spero di aver regalato un sorriso e di aver acceso un riflettore sulle condizioni di chi vive chiuso in una prigione - conclude Franco. Per "aver accolto e autorizzato l'iniziativa", Samuele Ciambriello, il garante dei detenuti, ha espresso la sua gratitudine alla direttrice della struttura Giulia Russo. " Il nostro obiettivo, come sempre, è stato portato allegria e speranza a chi è costretto a stare chiuso in una prigione - aggiunge la manager Anna Cammarota".

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