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Mercoledì, 8 Febbraio 2023
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Da Acerra a San Pietro per salutare Papa Benedetto: "Abbiamo chiamato i nostri figli in suo onore"

La famiglia di Antonio Pintauro, direttore dell'ufficio comunicazione della diocesi di Acerra, era particolarmente legata al Papa Emerito scomparso nei giorni scorsi

Sono andati a salutare per l'ultima volta Benedetto XVI a Roma, in piazza San Pietro, dopo due ore di fila. Antonio Pintauro, la moglie Laura e i figli Benedetta e Giuseppe sono di Acerra. Hanno dedicato a Joseph Ratzinger una preghiera, ci tenevano a farlo di persone come si fa "con un parente strettissimo" del quale hanno sentito "la vicinanza in ogni passo" della loro vita.

C'è una ragione per una tale vicinanza. Si tratta di una famiglia che ha avuto un particolare rapporto con Papa Benedetto XVI, al punto che i due ragazzini - la maggiore Benedetta, 16 anni, il minore Giuseppe, 14 - si chiamano così proprio in onore del Papa Emerito, e la stessa Benedetta all'esame di terza media presentò una tesina basata sui discorsi che papa Benedetto XVI aveva fatto sul monachesimo benedettino, dal titolo "San Benedetto e la vita familiare ai tempi della pandemia".

"Io e la mia famiglia siamo cresciuti con Papa Benedetto - spiega Antonio Pintauro, direttore dell'ufficio comunicazione della diocesi di Acerra, all'Ansa - Lui è stato eletto il 19 aprile il 2005 e la nostra prima figlia è nata l'8 luglio del 2006, abbiamo deciso di chiamarla Benedetta in suo onore. La prima volta l'ho incontrato nel 2007 in una udienza privata che aveva concesso alla fondazione Centesimus Annus poiché avevo fatto un corso con la fondazione. Mia figlia aveva meno di un anno e io gli dissi che il nome era per ispirazione a lui". Così anche il secondogenito, nato il 20 luglio del 2009, chiamato Giuseppe in onore di Joseph Ratzinger.

Nel settembre del 2015 poi l'incontro con l'ex Pontefice. Il 20 di quel mese Antonio e Laura avrebbero festeggiato 10 anni di matrimonio. "Scrissi al Papa e tramite il mio Vescovo chiesi di poter essere accolti e benedetti. Tre giorni prima del nostro anniversario lui volle incontrarci nei giardini Vaticani a due passi dalla grotta di Lourdes - racconta Antonio commosso - Fu la cosa più grande e più bella che noi ci porteremo per sempre".

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