Sabato, 13 Luglio 2024
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73 eventi meteo-idro estremi in Campania negli ultimi 13 anni: Napoli il comune più colpito

I dati del report "Spiagge 2023. La situazione e i cambiamenti in corso nelle aree costiere italiane", diffuso da Legambiente

Dal 2010 al giugno 2023, secondo l'osservatorio "Città Clima" di Legambiente, in Campania sono stati 73 gli eventi meteo-idro estremi, il 10,2% del totale nazionale, avvenuti in 23 dei 62 comuni costieri e che hanno coinvolto oltre il 37% dei comuni del litorale campano. Vanno sottolineati i casi di danni causati da trombe d'aria e raffiche di vento (27) e degli allagamenti da piogge intense (20). Il numero di vittime connesso a questi eventi (17) corrisponde al 9,1% del totale. Tra i comuni più colpiti Napoli (23), Torre Annunziata (14) e Salerno (6). È quanto emerge dal nuovo report "Spiagge 2023. La situazione e i cambiamenti in corso nelle aree costiere italiane", diffuso da Legambiente.

Preoccupanti anche i dati sull'erosione costiera - riporta Dire - dove la Campania, con 46 chilometri, si posiziona al sesto posto a livello nazionale. Inoltre, tra il 2006 e il 2019 sono stati modificati 91 chilometri di costa naturale bassa su 218 km in totale, pari al 41,7,% (dati Ispra). Il consumo di suolo nei comuni costieri campani è pari a quasi 35mila ettari al 2021, che corrisponde al 25% del totale di suolo consumato in regione, con un incremento vicino al 5% rispetto al dato 2006. Rispetto al tema inondazioni, in Campania, secondo dati Enea, sono la Piana del Volturno e quella del Sele le due aree ad alto rischio inondazione, che rischiano di essere sommerse dal mare, in uno scenario al 2100 e in assenza di interventi di mitigazione e adattamento. Come anche i porti di Napoli e Salerno, entrambi con oltre 1 metro di aumento del livello delle acque, che raddoppia in caso di condizioni di forte vento e alta marea.

"Le coste campane - sottolinea Francesca Ferro, direttrice regionale di Legambiente - rappresentano una delle cartine di tornasole più importanti, insieme alle aree urbane, soprattutto per analizzare gli impatti che la crisi climatica sta già portando insieme agli eventi meteo estremi e al riscaldamento delle acque. Per questo è fondamentale intervenire con azioni concrete per le aree costiere, approvando il piano nazionale di adattamento al clima e attuando piani e strumenti di governance che riducono il rischio per le persone, le abitazioni e le infrastrutture, e che permettano di programmare interventi volti al miglioramento della gestione dei territori".

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