Il buco dei medici di base: 160mila cittadini senza dottore

Soltanto a Napoli mancano all'appello oltre 120 medici di medicina generale. Sono più quelli che vanno in pensione di quelli che entrano in attività. Regione e Asl non assegnano incarichi a tempo indeterminato. L'associazione di categoria: "Emergenza che poteva essere prevista. Se non si interviene, ci sarà un peggioramento fino al 2024".

Un'emergenza che poteva essere prevista anni fa e che è stata sottovalutata. La pandemia ha reso ancora più evidente che Napoli e la Campania soffrono di una grave mancanza di medici di base. Nel capoluogo partenopeo, i dottori di famiglia in servizio sono poco più di 500, mentre dovrebbero essere almeno 640 per poter garantire assistenza primaria a 839mila cittadini. "Allo stato attuale sono 160mila le persone su cui ricade questa emergenza - spiega Luigi Sparano, responsabile provinciale della Federazione italiana medici di medicina generale - Di questi, circa 80mila stanno ricevendo un qualche assistenza grazie agli incarichi temporanei, ma l'altra metà non è seguita da nessuno". 

Per mettere una pezza, le Asl stanno ricorrendo ad incarichi provvisori di sei mesi. Questi non si aggiungono al computo dei circa 500 in servizio, bensì sono già compresi nel numero. Una contraddizione in termini, visto che quello tra utente e medico di famiglia dovrebbe essere un rapporto di fiducia costruito negli anni. A questa situazione si è giunti perché nessuno ha ascoltato gli allarmi lanciati in questi anni: "Sapevamo da tempo che il periodo in cui sarebbe stato necessario un ricambio generazionale sarebbe stato tra il 2020  e il 2024. Molti colleghi, in questo range, sono andati in pensione. Purtroppo, nessuno ci ha ascoltati. La pandemia ha accentuato la difficoltà perché alcuni sono deceduti, altri hanno deciso di andare in pensione prima del previsto". 

Esiste una graduatoria regionale di 1.800 nomi dai quali dovrebbero essere individuati i professionisti cui assegnare gli ambiti vacanti, ma il numero è bene lontano da quello reale, come spiega lo stesso Sparano: "Nei 1.800 sono inclusi anche medici che esercitano altrove, che hanno altri incarichi, che si sono trasferiti fuori regione. Poi, ci sono quelli che stanno seguendo i tre anni di specializzazione. Stringi stringi, credo che i nomi reali siano 5-600, a fronte di una carenza che in Campania arriverà a 2.400 unità". 

Già oggi ci sono quartieri di Napoli in cui trovare un medico di base è impossibile, come a Ponticelli o a Pianura e Soccavo. A giugno dovrebbe sbloccarsi una nuova graduatoria, ma non esiste ancora una data ufficiale e non si conoscono i tempi di assegnazione degli ambiti. Se Regione e Asl non correggeranno il tiro, la situazione potrebbe addirittura peggiorare: "Il numero di dottori calerà ancora fino al 2024 - conclude Sparano - Bisogna restituire dignità all'ufficio preposto alle assegnazioni e accelerare l'iter. Non è possibile che possano passare mesi o anni per sostituire un medico andato in pensione o deceduto. Il sistema sanitario si basa su questo".  

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