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Edenlandia, è crisi-Covid: tra dipendenti in rivolta e lo spettro dell'amministrazione controllata

Sindacati sul piede di guerra, il patron Vorzillo getta acqua sul fuoco: "Momento è difficile, ma riusciremo ad andare avanti con grandi soddisfazioni"

Edenlandia vive di nuovo giorni travagliati. “Il momento è difficile, ma insieme ai dipendenti che hanno volontà di portare avanti il progetto riusciremo ad andare avanti con grandi soddisfazioni”. È così che il titolare di Edenlandia Gianluca Vorzillo parla della fase in cui versa il parco di Fuorigrotta.

Dal 25 ottobre scorso Edenlandia è chiusa, per quanto stabilito dal governo in materia di contrasto al Coronavirus. Ma già dalla primavera del 2020 la pandemia ha reso complicatissima la vita di un'impresa riaperta soltanto nel luglio 2018 dopo anni di polemiche e battenti serrati.

Da una verifica che abbiamo fatto nei giorni scorsi con le altre sigle sindacali, circa 30 dei 43 lavoratori avanzano tra le tre e le cinque mensilità. Ad alcuni non è stato liquidato il tfr, ad altri la malattia”, spiega il sindacalista Massimo Taglialatela, segretario della Uilcom Campania. I sindacati hanno rotto ogni rapporto con l'azienda. Taglialatela sottolinea che “sono in corso una serie di azioni legali per recuperare i pagamenti che riguardano i mesi precedenti all’emergenza Covid. Una situazione che si trascina da tempo, con dipendenti che non hanno ricevuto le mensilità di un anno fa. Tra l’altro, ci risultano discriminazioni tra i lavoratori che dovevano rientrare al lavoro. Molti dipendenti, in preda allo sconforto, sono stati costretti a ricorrere a prestiti anche per cure mediche importanti”.

Alcuni soci hanno richiesto l'amministrazione controllata. Il Tribunale di Napoli si pronuncerà martedì prossimo. Perplesso Vorzillo: “Una richiesta voluta dai due soci di minoranza, il gruppo che rappresento controlla il 76,5% di New Edenlandia Spa, ed è l’unico socio che ha messo soldi per l’investimento, riaprendo una struttura abbandonata da anni e prendendo impegni per il pagamento degli stipendi. Ho trovato veramente singolare – spiega l'imprenditore al Mattino – la loro richiesta, in quanto esiste un collegio sindacale composto da tre professionisti che monitorano quotidianamente i dati contabili e sono organo di garanzia. Quindi, sono sereno e credo nella serietà del lavoro svolto da parte mia e del collegio sindacale”.

Il patron di New Edenlandia Spa sottolinea la difficoltà ma anche la voglia di ripartire: “Abbiamo dovuto chiudere senza preavviso il 25 ottobre a causa del dpcm, nel 2020 abbiamo perso circa 3 milioni di incassi e pagato, nonostante la perdita, circa 1,5 milioni di debiti relativi alla rateizzazione dell’investimento iniziale. I ristori? Abbiamo ricevuto una piccola somma che è servita a pagare circa un mese fa i dipendenti”. “Degli stipendi – prosegue – restano da pagare settembre e una quota di ottobre per tutti i dipendenti in forza all’azienda. Altri dipendenti non più in servizio perché stagionali e cinque dei dipendenti storici, in malattia durante il periodo di apertura, hanno voluto procedere per vie legali. Non ricevo telefonate dai rappresentati sindacali da più di sei mesi, invece con le rsa aziendali ci sentiamo tutti i giorni e abbiamo programmato insieme un piano di rientro che si è realizzato in questi giorni.Il momento è difficile, ma insieme ai dipendenti che hanno volontà di portare avanti il progetto riusciremo ad andare avanti con grandi soddisfazioni”.

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