Martedì, 23 Luglio 2024
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Mare a Napoli, quali sono le acque adibite alla balneazione per la stagione 2023 e quali quelle vietate

I dettagli dell'ordinanza sindacale del Comune di Napoli

Con deliberazione della Giunta regionale della Campania n. 137, sono state individuate nelle scorse settimane le acque destinate all’uso balneare e i relativi punti di campionamento per la stagione balneare 2023, e identificate, tra l’altro, le acque non adibite all’uso balneare in quanto aree portuali aree marino-protette, servitù militari, foci di fiumi e/o canali non risanabili.

Secondo la rete di monitoraggio per Nisida, Trentaremi, Marechiaro, Puntanera, Capo Posillipo, Posillipo, Donn'Anna, Via Partenope la classificazione è "eccellente", mentre per il lungomare Caracciolo e piazza Nazario Sauro è "buona".

Il Comune di Napoli, sulla base dei risultati, ha invece disposto il divieto di balneazione per Pietrarsa, per il tratto che va dal Porto a piazza Nazario Sauro, per Nisida, per la zona "Porto-Bagnoli colmata", "Porto-Mergellina", per l'area protetta della Gaiola, per la zona di San Giovanni a Teduccio, per il litorale di Bagnoli e per il Porto di Napoli. 

I dettagli dell'ordinanza

Le aree marino costiere non interdette alla balneazione - si legge nell'ordinanza sindacale del Comune di Napoli - possono essere comunque interdette nel corso della stagione balneare 2023 qualora si verifichi una situazione inaspettata che ha, o potrebbe verosimilmente avere, un impatto negativo sulla qualità delle acque di balneazione o sulla salute dei bagnanti, a seguito di segnalazione dell’ARPAC sulla scorta del monitoraggio da effettuarsi nel corso della stagione balneare 2023, con campionamento cadenzato. 

La balneazione nelle acque idonee e non interdette è consentita soltanto durante il periodo stabilito 1° maggio/30 settembre 2023, in quanto la balneazione al di fuori del predetto periodo può comportare rischi per mancanza di controlli, campionamenti e analisi che attestino l’idoneità delle acque.

Le acque di balneazione temporaneamente vietate, invece, possono essere nuovamente destinate alla balneazione a fronte del primo esito analitico favorevole, a condizione che siano state documentate alla Regione dalle autorità competenti le misure adottate per impedire, ridurre o eliminare le cause di inquinamento, previa comunicazione da parte dell’ARPAC del risultato analitico favorevole, ai fini dell’emanazione dell’ordinanza sindacale di revoca del divieto. 

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