Caos asporto, la rabbia dei ristoratori: “Così ci mettete in ginocchio”

“Qual è differenza tra una persona che ritira i prodotti da una gastronomia o da una pasticceria dopo le 18, e una che acquista in un alimentari o in una panetteria? Queste restrizioni sono prive di logica!”. Le parole di Stefano Meer, proprietario della storica friggitoria Friggipizza

Nel corso dell'ultima manifestazione dei commercianti napoletani, tenutasi ieri sera al Vomero, contro le restrizioni previste per il contenimento del contagio epidemiologico da Covid-19, è stata firmata l’ultima ordinanza della Regione Campania, la numero 85. Viene confermata la didattica a distanza nella scuola primaria e secondaria (salvi i progetti per alunni con disturbo dello spettro autistico e/o gli alunni diversamente abili) ad eccezione della fascia d’età 0-6 anni, il divieto di mobilità interprovinciale e il coprifuoco dalle 23 alle 5. La novità riguarda, invece, le attività di ristorazione e più precisamente il divieto d’asporto (salvo per gli esercizi che possono praticare la consegna in auto e con sistema di prenotazione da remoto). Mentre il Dpcm consente l’asporto fino alle 24, ma con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze, De Luca lo vieta, consentendo solo la consegna a domicilio, con ultima partenza alle 23,00.

Dopo quest'ultima ordinanza è ancora più forte la rabbia dei ristoratori e commercianti che così commentano le misure: “Con queste ulteriori restrizioni, c’è il rischio di mettere ancora di più in ginocchio il settore composto da tantissime piccole e medie imprese familiari. L’iniziativa tenutasi ieri al Vomero, “Insieme per la dignità. Due metri di dissenso!”, ha visto partecipare circa un migliaio di persone, per lo più datori di lavoro e dipendenti di esercizi commerciali di Napoli colpiti dalle ultime misure restrittive del Governo. Noi manifestiamo non per negare il Covid ma per scelte ragionevoli, concrete, efficaci che non penalizzino e distruggano l’economia di questo paese. Abbiamo bisogno di risposte e di tempi di attuazione certi e celeri circa le misure socio-economiche proposte dal Governo: tra le proposte urgenti cassa integrazione immediata da erogare entro pochi giorni dalla comunicazione all’ente competente e ristoro per le imprese entro la metà di novembre; inoltre, credito di imposta per le locazioni commerciali e gli affitti d’azienda e azzeramento dei costi fissi delle utenze”.

Le parole di Stefano Meer, della rete piccole e medie imprese napoletane, proprietario della storica friggitoria di Fuorigrotta Friggipizza“E’ incommentabile, priva di alcuna logica o fondamento scientifico, l’introduzione, già anticipata prima che uscisse ufficialmente, di ulteriori restrizioni nei confronti delle attività di ristorazione come quella del divieto di asporto: c’è il rischio di mettere ancora di più in ginocchio una parte del settore fatta di tantissime piccole e medie imprese familiari che sopravvivono di questo. L’interrogativo che ci si pone da mesi è: “Che differenza c’è tra una persona che, nel rispetto della normativa sanitaria, ritira i prodotti da una gastronomia, da una pasticceria o da esercizi similari dopo le 18, e una che acquista in un alimentari o in una panetteria?”. Questi negozi vendono in parte gli stessi prodotti. Perchè le restrizioni riguardano solo una categoria e non l’altra?”.

RETTIFICA ASPORTO (ultimi aggiornamenti)

Dopo le proteste e il sollecito delle diverse associazioni di categoria, arriva la rettifica del governo regionale: l'asporto è consentito fino alle 22.30

"Si comunica che, per mero errore materiale, nel punto 1.4, primo periodo, del dispositivo dell’Ordinanza indicata in epigrafe - pubblicata sul BURC n. 212 del 26 ottobre 2020 - prima delle parole “è fatto divieto”, risultano omesse le parole “dalle ore 22,30". Il testo corretto del dispositivo di cui al menzionato punto 1.4 risulta, pertanto, essere il seguente: “1.4. Fatto salvo quant’altro previsto dal DPCM 24 ottobre 2020, a tutti gli esercizi di ristorazione (bar, ristoranti, pizzerie, gelaterie, pub, vinerie e simili), dalle ore 22,30 è fatto divieto di vendita con asporto. Sono esclusi dal divieto gli esercizi di ristorazione che ordinariamente svolgono attività di asporto con consegna all’utenza in auto, i quali possono esercitare la propria attività nel rispetto delle misure di prevenzione e sicurezza vigenti, assicurando un sistema di prenotazione da remoto. La consegna a domicilio è comunque ammessa, con possibilità di disporre la partenza dell’ultima consegna fino alle ore 23,00"". Per l'articolo completo clicca QUI

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