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Dad e tecnologia, il Giordani "porta gli studenti in laboratorio"

L'istituto napoletano garantisce l'accesso da remoto alle apparecchiature. Docenti e tecnici interagiscono passo dopo passo con i ragazzi. La preside: "E' una sfida, ma le istituzioni garantiscano una buona connessione a tutti"

 

Pomo della discordia tra docenti, studenti e presidente della Regione Campania, la didattica a distanza può nascondere piacevoli sorprese. Soprattutto se supportata da tecnologia avanzata e docenti pronti a mettersi in gioco. Con queste premesse, l'Istituto tecnico tecnologico Giordani-Striano di Napoli sta raggiungendo risultati ben oltre le più rosee aspettative. 

In questa scuola, non si pratica la dad canonica, ovvero la classica lezione frontale che si sposta dall'aula in una stanza vrtuale. Al Giordani, infatti, gli studenti accedono da remoto ai potenti pc dell'istituto e ai costosi software in dotazione, così da poter portare avati attività laboratoriali come se fossero in presenza. "Abbiamo trasformato una criticità in un'eccellenza - spiega Elena De Gregorio, dirigente scolastico - e in questo modo abbiamo coinvolto anche studenti che avevano difficoltà di diverso tipo con le lezioni in presenza".

Al momento, il laboratorio attivato è quello di matematica applicata, ma i docenti stanno lavorando per rendere possibili anche quelli di chimica. "Attraverso un computer o un tablet - spiegano le docenti di matematica Alessandra Bianchi e Patrizia Giannotti - ogni ragazzo può accedere a un pc del laboratorio e sviluppare un progetto di lavoro. Noi li seguiamo passo dopo passo e correggiamo dove necessario". 

 Un'esperienza, quella del Giordani, che trasforma la dad in qualcosa di molto simile alla scuola 'vera'. "E' una sfida - commenta la preside - che possiamo affrontare perché abbiamo studenti pronti ad apprendere e insegnanti che si mettono in gioco. Ovviamente, qui è possibile fare tutto ciò perché possediamo attrezzature altamente tecnologiche. La problematica da risolvere è quella della qualità di connessione dei ragazzi. Le istituzioni dovrebbero garantire libertà di accesso alla banda larga, altrimenti la didattica a distanza diventa un miraggio". 

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