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Covid, De Luca: "Oggi in Campania 110mila positivi in isolamento domiciliare, un anno fa 7800"

Il presidente della Regione annuncia: "Nelle prossime ore ridefiniremo il piano sanitario. Dobbiamo essere pronti a qualsiasi evenienza. Rischiamo di avere picchi pesanti già a fine luglio"

"Abbiamo un ritorno di contagio che è davvero preoccupante. Se facciamo un raffronto tra i dati di giugno 2021 e giugno 2022. Un anno fa avevamo 120 nuovi positivi, un anno dopo 10mila. 218 erano i ricoveri ordinari in ospedale 12 mesi fa, oggi ne abbiamo 453, con 20 terapie intensive occupate un anno fa e 27 oggi. Un anno fa avevamo in isolamento domiciliare 7800 positivi, oggi sono in isolamento domiciliare 110mila cittadini positivi. Bisogna capire che il problema sta diventando serio. Ho cercato di dire in queste settimane che era bene non abbassare la guardia. Bisogna tenere conto del fatto che questo dato è estremamente sottodimensionato, perchè abbiamo molte persone senza sintomi, ma positive, che circolano tranquillamente per le strade, tra i quartieri, nei luoghi di lavoro. Il dato reale, quindi, è molto più alto rispetto a quello che registriamo ufficialmente. Dalla fine estate e poi a settembre ed ottobre, dovremo fare i conti con un dato molto più ampio. I contagi sono diventati davvero tanti e corriamo dei rischi prima ancora di arrivare in autunno. Oggi 1° luglio abbiamo circa 10700 positivi su 30mila tamponi". Così il presidente della Regione Vincenzo De Luca, nel corso della consueta diretta social del venerdì pomeriggio, ha fatto il punto della situazione in Campania sulla ripresa del contagio da Covid-19. 

"La ragione di questa nuova esplosione di contagio - prosegue il Governatore - è legata alla diffusione di due nuove varianti particolarmente aggressive ed è legata, oltre che ad un elemento di stanchezza generale dopo due anni di Covid, anche ad un'idea che si è diffusa negli ultimi tempi che tende ad omologare il Covid ad una sorta di influenza. Sicuramente, rispetto alla precedente versione del Covid, è molto meno aggressiva e molto meno pericolosa. Non illudiamoci, però, che il Covid sia diventato una specie di influenza, perchè non è così. Molti hanno maturato un po' questo orientamento. Aspettiamo settembre per fare i richiami del vaccino, perchè a settembre avremo nuovi vaccini più resistenti alle varianti Covid Omicron 4, 5 e così via. Non abbiamo ad oggi nessuna certezza nè sulla produzione di questi vaccini più resistenti alle nuove varianti, nè sulla effettiva efficacia dei nuovi vaccini. Dunque è assolutamente necessario fare la quarta dosa nelle Rsa e per gli ultra70enni. Noi corriamo dei rischi di avere picchi pesanti anche a fine luglio, prima ancora di arrivare a settembre-ottobre. Bisogna essere consapevoli di questo. Dobbiamo riprendere l'abitudine ad indossare la mascherina come continuo a ripetere da mesi. Abbiamo avuto in queste settimane e in questi mesi una serie di eventi di spettacolo e musicali, che si sono svolti all'aperto, che hanno visto la partecipazione di decine di migliaia di persone, la grandissima parte delle quali senza mascherina".

La ridefinizione del piano sanitario di contrasto al Covid

"Anche se la ricaduta sanitaria è più leggera, quando i numeri sono 10 volte maggiori rispetto all'anno scorso, per ragioni statistiche rischiamo di avere ricoveri ospedalieri ed in terapia intensiva. Attualmente in Campania abbiamo 770 posti letto riservati a pazienti Covid e 76 posti letto di terapia intensiva per malati Covid. Attualmente le percentuali di occupazione sono del 60% per i ricoveri ospedalieri e del 40% per le terapie intensive. Ma in alcune realtà, come il Cardarelli a Napoli, il Ruggi di Salerno o l'ospedale di Nola, vi è già il 100% di occupazione dei posti letto Covid, così come l'88% al Cotugno, il 94% al Policlinico Federico II, il 100% all'ospedale di Caserta. Questo vuol dire che dobbiamo ridefinire il piano Covid per la nostra sanità. Nella fase più acuta del Covid abbiamo dovuto chiudere reparti ordinari per ampliare i reparti Covid. Questo ci ha consentito di reggere bene l'ondata. Siamo stati la regione che ha retto meglio e siamo ancora oggi la regione che registra il numero più basso di persone decedute per Covid in relazione alla popolazione. Di fronte a questa nuova realtà di contagio, dobbiamo ridefinire il piano regionale di contrasto al Covid. Dobbiamo continuare ad essere la prima regione d'Italia nella battaglia contro il Covid, pur essendo penalizzati dal punto di vista numerico del personale. Avremo in queste ore una riunione con i direttori generali perchè, come lo scorso anno, dobbiamo avere un 'piano A', un 'piano B' e un 'piano C', a seconda della gravità e della diffusione del contagio. Ma a questo punto, un piano deve essere definito nelle prossime ore. Dobbiamo essere pronti per qualsiasi evenienza. Non possiamo aspettare settembre, dobbiamo essere pronti da oggi. Ogni direttore di Asl o di azienda ospedaliera deve essere pronto a misure straordinarie. E' evidente che questo determina problemi per cittadini che hanno altre patologie diverse dal Covid, ma non abbiamo alternative. Non possiamo avere pazienti per terra se la situazione si aggrava. Quindi grande rigore e grande organizzazione da subito. Il 'piano A' comprende anche un ragionamento su un maggiore utilizzo di farmaci monoclonali e antivirali, per evitare ospedalizzazioni, con un impegno straordinario dei medici di famiglia e delle farmacie. E' impensabile riaprire tutti i centri vaccinali che avevamo un anno fa. Dobbiamo avere una maggiore partecipazione dei medici di medicina generale e delle farmacie", spiega De Luca.

La stilettata al Ministero della Salute

"Il governo nazionale non ha provveduto a rifinanziare i medici e gli infermieri delle Usca. Abbiamo dovuto fare, come Regione Campania, una proroga fino al 31 dicembre, a carico nostro. Sono cose sconcertanti e vergognose. E' come se il ministero della Salute in questo paese noi non lo avessimo. Ancora oggi non abbiamo definito l'obbligo dell'uso delle mascherine negli uffici pubblici. C'è la sensazione di navigare a vista", conclude il presidente della Regione. 

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