Danno da vacanza rovinata: cos'è e come rivendicare i propri diritti

E' il pregiudizio che il turista subisce nel momento in cui non può godere a pieno del proprio viaggio organizzato

Il danno da vacanza rovinata è il pregiudizio che il turista subisce nel momento in cui non può godere a pieno del proprio viaggio organizzato come occasione di relax, divertimento o riposo (quindi comprende a mancata realizzazione del viaggio sia totalmente sia parzialmente). Il danno può avere origine a causa di disservizi del tour operator o delle compagnie aeree/ferroviarie/marittime, consistente, dunque, nell'inadempimento del contratto turistico attraverso la mancata erogazione delle prestazioni assunte in sede di stipula. Quindi, l’utente danneggiato avrà diritto a chiedere il risarcimento comprensivo del rimborso di tutte le spese sostenute per l’organizzazione del viaggio e, nel caso sia stato vittima di truffa da parte dell’agenzia di viaggi, dei danni morali accertati in sede penale e quantificati in sede civile.

Difatti, tale questione è stata recepita proprio dal Codice del Turismo che statuisce “Nel caso in cui l’inadempimento o inesatta esecuzione delle prestazioni che formano oggetto del pacchetto turistico non sia di scarsa importanza ai sensi dell’articolo 1455 del codice civile, il turista puo’ chiedere, oltre ed indipendentemente dalla risoluzione del contratto, un risarcimento del danno correlato al tempo di vacanza inutilmente trascorso ed all’irripetibilita’ dell’occasione perduta”. Ipotizzando che l'inadempimento del contratto turistico non sia colpa del consumatore, o dipenda da un fatto non prevedibile e inevitabile commesso da un terzo o sia derivato da cause di forza maggiore, “il consumatore ha diritto al risarcimento del danno morale derivante dall’inadempimento o dalla cattiva esecuzione delle prestazioni fornite in esecuzione di un contratto turistico rientrante nel campo di applicazione della direttiva”(Corte di giustizia europea, n. C-168/00), ricomprendendo, pertanto, anche tutte le ipotesi relative alla non corrispondenza o bassa qualità della sistemazione alberghiera/residenziale, dei trasporti e sei servizi non usufruiti o erogati secondo modalità difformi. Infine, la quantificazione del danno subito dal viaggiatore avviene in via equitativa, ovvero secondo la discrezionalità del Giudice chiamato ad occuparsi della controversia, il quale terrà presente parametri come l’irripetibilità del viaggio, lo stress subito ed il valore soggettivo della vacanza.

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