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Covid, Ricciardi: “Dovremo vaccinarci di nuovo tutti come per l’influenza”

Il consulente del ministro della Salute Walter Ricciardi è cauto anche sull'abbandono della mascherina: "Solo quando sarà vaccinato almeno il 70% della popolazione"

Walter Ricciardi, accademico napoletano consulente del ministro della Salute, ha risposto ad alcune domande a proposito della campagna vaccinale e del futuro della lotta al Coronavirus. “Se chi ha avuto il Covid dovrà vaccinarsi? Penso di sì - ha spiegato all'Agenzia Dire - Il protocollo, per quanto riguarda le categorie più fragili, prevede una unica dose a sei mesi dal termine della sintomatologia. È probabile che in futuro ci dovremo vaccinare tutti di nuovo, perché questo è un microrganismo che probabilmente rimarrà endemico, cioè stabilmente presente, che potrà essere sotto controllo con la vaccinazione come nel caso dell’influenza".

“Speriamo non arrivino varianti più contagiose"

Per Ricciardi sono tre le condizioni perché l'estate sia serena ed in autunno non si verifichino nuove ondate. “Dipende molto da noi e sostanzialmente da tre cose – spiega – l’accelerazione della campagna vaccinale, per vaccinare quante più persone possibile; il mantenimento delle misure di sicurezza e delle cautele, come l’uso delle mascherine, le norme igieniche e il divieto di assembramenti soprattutto al chiuso”. E poi non resta che sperare "non arrivi una variante più contagiosa e infettiva“. Al momento “preoccupa quella indiana, che sta prendendo il sopravvento in Gran Bretagna, quindi bisogna essere molto attenti alla mobilità”.

“Mascherina via con almeno 70% di vaccinati”

Sull’ipotesi di non indossare più la mascherina, Ricciardi si mostra molto cauto: “Si potrà fare a meno della mascherina quando saremo sicuri e questo dipenderà dalla copertura vaccinale. Nel momento in cui il 70/80% della popolazione, non il 15%, sarà vaccinato allora sarà un punto di partenza. Comunque in ambienti al chiuso e non ben ventilati – ha aggiunto – sarà sempre opportuno utilizzarla”. Intanto, il Governo ha approvato il green pass nazionale, che consentirà di spostarsi con più facilità. “È bene essere prudenti. I sei mesi della durata del green pass si basano sull’evidenza scientifica – spiega Ricciardi – oggi siamo sicuri che questo è il periodo di protezione dopo la vaccinazione o una eventuale infezione naturalmente acquisita. Man mano che acquisiremo nuove conoscenze allora il periodo potrà essere ampliato. Oggi stiamo vedendo che questa protezione potrebbe durare anche 8/9 mesi“.

“I vaccini sono sicuri, sempre più persone convinte"

I vaccini sono sicuri, sono protettivi e sono stati dati a centinaia di migliaia di persone nel mondo senza effetti collaterali seri“, ha specificato ancora il consulente del ministero. “Al momento i dubbiosi o contrari sono diminuiti, la stima ci dice che sono intorno al 15%. Un dato comunque preoccupante soprattutto per loro, perché di fatto rimangono vulnerabili, soprattutto se fanno parte di alcune fasce d’età o hanno delle condizioni a rischio. Per loro il Covid può essere veramente un pericolo”. Ricciardi ribadisce che per i vaccini “il rischio zero non esiste, per cui bisogna stare attenti, ma i benefici sono talmente superiori ai rischi che io lo farei sempre”. E sul siero di AstraZeneca: "È un vaccino certamente sicuro. Ha avuto una serie di vicissitudini sia regolatorie che comunicative molto svantaggiose, ma la realtà è che di fatto questo è un vaccino molto sicuro e molto protettivo”.

“Sull’origine del virus bisogna ancora fare trasparenza”

Ricciardi si è infine soffermato sull'origine del Coronavirus. “La mia impressione è che molto sia stato detto, ma che qualcosa in più debba ancora essere scoperto”. Anthony Fauci, direttore dell’Istituto nazionale di Malattie infettive e consigliere della Casa Bianca sul Covid, che nei giorni scorsi si è detto “non convinto dell’origine naturale del virus”. A questo proposito Ricciardi ha precisato che “Fauci non ha detto che il virus è nato in laboratorio, ha detto che bisogna approfondire perché non è certo al 100%. C’è stato un lavoro straordinario, pubblicato a marzo dello scorso anno, in cui praticamente si esclude la artificialità del virus, ossia che sia stato fabbricato in laboratorio”. Invece, che “in una prima fase le autorità locali cinesi non siano state proprio trasparenti è evidente, per cui sono d’accordo con Fauci: c’è bisogno di trasparenza e c’è bisogno di approfondimento”.

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